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Sorpresa: 200 milioni di tagli

La Flc-Cgil dichiara lo sciopero generale e venerdì sfilerà insieme agli studenti

10/10/2012
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il manifesto

Roberto Ciccarelli

La Flc-Cgil dichiara lo sciopero generale e venerdì sfilerà insieme agli studenti
La scuola ha bisogno d'investimenti nelle infrastrutture, per potenziare gli organici e stabilizzare i precari, ma nel frattempo il governo Monti taglia altri 200 milioni di euro. Nella bozza della legge di stabilità è stata cancellata l'indennità di vacanza contrattuale, cioè il contributo erogato dallo Stato nel periodo di vacanza tra la scadenza del contratto nazionale (bloccato dal 2009) e il suo rinnovo. Nel 2015 queste risorse non verranno restituite al personale scolastico, come all'intero pubblico impiego. Il «risparmio» preventivato dal governo sarebbe di 700 milioni per i prossimi due anni. Dopo essere stata dissanguata dal governo Berlusconi con un maxi taglio da 8,5 miliardi, la scuola torna ad essere colpita dalle politiche dell'austerità nel modo più subdolo. Il governo interviene sulle retribuzioni di un milione di persone (un terzo del pubblico impiego) sottraendo una decina di euro al mese. Moltiplicata per due anni, la cifra diventa imponente.
Anche per questo venerdì 12 ottobre la Flc-Cgil ha dichiarato lo sciopero generale e organizzerà 60 manifestazioni in tutto il Paese che coinvolgeranno le scuole non statali. Gli insegnanti e il personale Ata scenderanno in piazza insieme agli studenti che sfileranno in almeno 50 città. A Roma sono previsti due cortei: quello sindacale partirà alle 10 da piazza dell'Esquilino e terminerà in piazza SS. Apostoli. Gli studenti partiranno alla stessa ora da piazza della Repubblica e incroceranno il corteo sindacale. Al segretario generale Domenico Pantaleo le recenti uscite del ministro dell'istruzione Profumo sull'uso del bastone e della carota per aiutare il paese «a mescolare il sangue» non sono affatto piaciute, soprattutto dopo le cariche delle forze dell'ordine contro gli studenti medi del 5 ottobre. «Ciò non toglie che le manifestazioni di venerdì devono essere pacifiche - aggiunge - La non violenza deve riuscire ad affermare le ragioni delle nuove generazioni che vivono una condizione disperante: senza reddito, né prospettive sul futuro».
Quella del sindacato è un'opposizione a tutto campo al governo Monti: al primo posto della sua piattaforma c'è la richiesta di sbloccare i contratti di lavoro di un milione di lavoratori della scuola e i loro scatti di anzianità congelati all'inizio della legislatura dall'ex ministro dell'Economia Tremonti. Un'altra richiesta è impedire il transito forzato del personale inidoneo nei ruoli del personale Ata. E poi c'è il concorso per 11.542 cattedre a scuola che nel giro di un paio di giorni dall'apertura delle iscrizioni online ha già raccolto 15.374 domande di iscrizione (7344 sono quelle inoltrate che aspettano la conferma).
La Flc-Cgil annuncia che farà ricorso per quattro categorie di esclusi dal bando. Come già annunciato in un'intervista a Il manifesto del 22 settembre scorso, il ricorso riguarderà coloro che, pur lavorando nella scuola, saranno impossibilitati a partecipare (ad esempio i maestri); ci sarà spazio per i neo-laureati che hanno iniziato quest'anno il Tirocinio Formativo Attivo (Tfa) e forse non potranno partecipare al concorso annunciato per la prossima primavera (è, anzi, probabile che non ci sarà). La Flc chiederà l'ammissione dei laureati dopo il 2003, esclusi dal bando e si occuperà infine dei vincitori dell'ultimo concorso tenutosi nel 1999 i quali chiederanno probabilmente l'annullamento del concorso.
Alle manifestazioni di venerdì parteciperanno anche gli studenti del coordinamento universitario Link. Anche loro denunciano la pericolosità del progetto di legge Aprea che rischia di introdurre nelle scuole gli stessi elementi di gestione privatistica presenti negli atenei. Nelle prossime ore hanno convocato assemblee in tutto il paese, da Roma a Salerno, da Padova a Pisa per denunciare l'aumento delle tasse universitarie per i fuori-corso introdotto dalla spending review approvata in estate, l'aumento delle tasse regionali per il diritto allo studio, come del taglio al fondo per le borse di studio (il fondo è fermo a 103 milioni).
A questo elenco di doglianze, gli studenti aggiungono il peso da novanta: dal 2008, il fondo ordinario di finanziamento degli atenei è stato tagliato di 1,4 miliardi di euro. Quest'anno il taglio sarà di 407 milioni.

 

 


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