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Resto del Carlino-Imola-Fateli crescere in pace

Fateli crescere in pace La sperimentazione della riforma Moratti è ai blocchi di partenza, ma non riguarderà il nostro territorio, dal momento che nessuna scuola imolese ha proposto la propria c...

24/09/2002
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Il Resto del Carlino

Fateli crescere in pace

La sperimentazione della riforma Moratti è ai blocchi di partenza, ma non riguarderà il nostro territorio, dal momento che nessuna scuola imolese ha proposto la propria candidatura. Del resto l'iniziativa non sembra aver riscosso molto successo nell'intera provincia di Bologna. Le perplessità espresse dai vari Collegi docenti riguardano, prima ancora dei contenuti, le modalità di attuazione: per molti la sperimentazione è stata avviata in modo frettoloso, con ancora troppi interrogativi e nodi da sciogliere, primo fra tutti quello delle risorse. Lo stesso Ministro ha ritenuto opportuno introdurre un principio di flessibilità, lasciando libere le scuole di aderire anche solo in parte ai contenuti della riforma. In questo modo, però, finirà per consentire alle scuole di prendere iniziative già previste dalla legge sull'autonomia. Attivare l'informatica e la lingua inglese fin dal primo ciclo delle elementari, ad esempio, non è esattamente una novità: molte scuole lo stanno già facendo, sia pure in forma progettuale, almeno là dove i tagli non hanno inciso pesantemente sull'organico. Anche la figura dell'insegnante prevalente esiste già in alcune scuole, con la differenza che per ora si tratta, non di una regola, come vorrebbe il Ministro, bensì di una scelta autonoma dei circoli didattici, presa, spesso, per fronteggiare carenze nell'organico. Marcia indietro anche per quell'aspetto della riforma che, probabilmente, interessa maggiormente i genitori, ovvero l'ingresso anticipato dei bambini nel mondo della scuola. Il Ministro ha infatti annunciato che non saranno riaperte le iscrizioni, sarà consentito solo un passaggio graduale all'interno degli stessi istituti, a patto, però, che questo non significhi aprire nuove classi e reclutare nuovi insegnanti. Come dire: sperimentare va bene, ma senza gravare sulle casse dello stato. Comunque si valuti il contenuto della Riforma, è innegabile che, per attuare cambiamenti seri e responsabili, occorre tempo: per riflettere, analizzare problemi, sciogliere dubbi, organizzare strutture, reperire risorse. Dunque disporre di un anno in più, per valutare attentamente ogni punto, non sembra poi un gran male, e forse, considerata l'importanza di un tema come quello della scuola, vale la pena di attendere il vaglio del Parlamento. Resteranno delusi quei genitori che speravano di iscrivere i propri figli a scuola con un anno di anticipo, ma è opportuno ricordare che la scuola non è una struttura assistenziale, bensì un ambiente formativo, che rispetta le tappe evolutive della crescita del bambino.
Monica Cremonini


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