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Repubblica-Precari, il Tar annulla le graduatorie -Medie e superiori, l'anno inizia con 40 mila supplenti in meno

Precari, il Tar annulla le graduatorie Medie e superiori, l'anno inizia con 40 mila supplenti in meno il caso scuola I sindacati: "Avevamo avvisato in tempo utile ma il ministro non ci ha as...

22/08/2002
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la Repubblica

Precari, il Tar annulla le graduatorie
Medie e superiori, l'anno inizia con 40 mila supplenti in meno
il caso
scuola

I sindacati: "Avevamo avvisato in tempo utile ma il ministro non ci ha ascoltati. Ora prevediamo altre sentenze"
Male interpretata la prima sentenza del Tribunale del Lazio
MARIO REGGIO

ROMA - Il Tribunale amministrativo del Lazio annulla la circolare del ministero dell'Istruzione che regola il calcolo dei punteggi per le supplenze del prossimo anno scolastico. Ora i direttori regionali dovranno rivedere le graduatorie che coinvolgono oltre 40 mila supplenti delle medie e delle superiori. Il ministero getta acqua sul fuoco: "non abbiamo ancora letto la sentenza, valuteremo l'opportunità di ricorrere al Consiglio di Stato, in ogni caso riguarda casi isolati che verranno risolti al più presto". Di tutt'altro avviso Cgil, Cisl e Uil che hanno chiesto un incontro urgente al ministro Moratti.
Una brutta gatta da pelare la responsabile dell'Istruzione che, proprio mentre la sentenza del Tar del Lazio veniva depositata in Cancelleria, due giorni fa affermava al Meeting di Comunione e Liberazione in corso a Rimini, "i ricorsi dei precari al Tar sono pochissimi, non pregiudicheranno il regolare inizio dell'anno scolastico".
Il braccio di ferro tra il Tar del Lazio e il ministero non è scoppiato ieri. Già il 14 giugno scorso il Tribunale amministrativo aveva bloccato la circolare ministeriale, perché permetteva ai corsisti delle scuole di specializzazione universitarie di cumulare ai 30 punti previsti dalla legge anche le supplenze effettuate durante l'anno, danneggiando i precari. Due mesi fa il Tar aveva ingiunto al ministero di riformulare la circolare. Dopo pochi giorni da viale Trastevere era stato spedito ai Provveditorati il nuovo regolamento, ma senza rispettare del tutto le indicazioni del Tar del Lazio. A questo punto la seconda ordinanza. Cosa accadrà adesso? Il ministro ha due strade. La prima: preparare e spedire ai direttori regionali la terza circolare, riveduta e corretta, per mettere in condizione gli uffici periferici di analizzare tutte le graduatorie dove sono inseriti i corsisti universitari. Si tratta di graduatorie che coinvolgono oltre 40 mila aspiranti supplenti e relative alle materie delle medie e delle superiori. Ai corsisti verranno depennati i punteggi accumulati con le supplenze, quindi molti di loro si vedranno scavalcati in graduatoria dai precari. La seconda mandare le cose per le lunghe, fare ricorso al Consiglio di Stato, sperare in una sentenza definitiva tra un paio di mesi e poi invocare lo "stato di calamità" per evitare la revisione delle graduatorie.
Ma ce la farà la macchina amministrativa a bruciare le tappe e permettere l'inizio regolare dell'anno scolastico, nel caso in cui il ministero decidesse la revisione immediata delle graduatorie? "Il governo sta determinando una crescente inefficienza nella direzione della struttura amministrativa - afferma Enrico Panini, segretario Cgil scuola - questa situazione si sarebbe potuta evitare, già da tempo: assieme agli altri sindacati avevamo chiesto la revisione delle graduatorie, ma il ministro non ha voluto sentire ragioni, ed ora a pochi giorni dall'inizio dell'anno scolastico bisogna rifare tutto".
Polemico Alessandro Ameli, segretario nazionale della Gilda: "Tra annunci, impegni, dichiarazioni di intenti e parate mass-mediatiche, ben poco è calato sulla scuola reale e sui docenti. Un anno perso per la scuola italiana. E adesso questo ennesimo problema che rischia di far iniziare le lezioni nella più grande incertezza. Siamo di fronte a furbizia o dilettantismo da parte del ministero. Le rassicurazioni del ministro trovano dunque una clamorosa smentita".
Critico anche il segretario della Uil scuola Massimo Di Menna: "Se il ministro non riterrà di rivedere le graduatorie è facilmente prevedibile che attraverso singoli ricorsi le graduatorie possano comunque essere bloccate, ed è possibile che nei prossimi giorni ci siano sentenze simili in altre regioni. Insomma, grande incertezza e confusione. Tra le mancate assunzioni in ruolo - conclude - e la questione delle graduatorie si è creato un clima di tensione che non fa bene alla scuola".


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