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Repubblica: Moratti al 1° Maggio, sinistra divisa

Oggi cortei in tutt´Italia. Tensione a Milano dopo l´attacco di Ferrante alla partecipazione del candidato sindaco della Cdl

25/05/2011
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la Repubblica

Pdci: è stato un errore invitarla. Cgil: presenza positiva

Gasparri (An): l´ex prefetto ha parlato come un no global, sporcando la carriera
RODOLFO SALA

MILANO - Una miriade di manifestazioni in tutt´Italia per celebrare la festa del 1° maggio, ma i riflettori oggi sono tutti puntati sul corteo di Milano. A tenere banco la polemica scoppiata tra i due candidati sindaci, Bruno Ferrante dell´Unione e Letizia Moratti del centrodestra. Cgil, Cisl e Uil li hanno invitati a sfilare al corteo che in mattinata attraverserà il centro per concludersi in piazza del Duomo. Presenza confermata da entrambi. Ma Ferrante, che pure attenua i toni, continua a considerare «strumentale» la presenza del ministro dell´Istruzione, già contestata in piazza il 25 aprile. Alla Moratti il candidato sindaco dell´Unione rimprovera tra l´altro di essersi apparentata con due liste dell´estrema destra neofascista. Anche per questo il corteo dei precari - nel pomeriggio, promosso da centri sociali e sindacati di base - verrà sorvegliato da telecamere.
Da destra è tutto un levare di scudi contro l´ex prefetto, messo sotto accusa soprattutto per aver detto di «non aver mai visto i padroni sfilare insieme ai lavoratori» e per aver giustificato gli eventuali fischi alla "rivale" nella corsa a Palazzo Marino. «Ferrante - tuona il leghista Roberto Calderoli - farebbe bene a dimettersi da candidato sindaco, il 1° maggio è la festa di chiunque lavori e non soltanto di chi sventola una bandiera rossa o ha in tasca una tessera dei sindacati di regime». Rincara Maurizio Gasparri, di An: «Ferrante ha parlato da no global, cancellando con una frase patetica, ma che se pronunciata da altri sarebbe suonata minacciosa, una lunga e onorata carriera». Poi Carlo Giovanardi, Udc: «Un ex prefetto della Repubblica fondata sul lavoro offende contemporaneamente Letizia Moratti e milioni di lavoratori autonomi con un´affermazione stupida e classista».
Una parte della sinistra se la prende anche con i sindacati, mentre dalla stessa Cgil si levano dei distinguo: due segretari della Cgil per protesta stamattina non saranno sul palco in piazza del Duomo. Il leader della Uil Luigi Angeletti difende invece la scelta dei vertici sindacali milanesi («Abbiamo fatta bene a invitare la Moratti») e il numero uno della Camera del lavoro, Onorio Rosati, non è pentito: «Albertini non è mai venuto a una nostra manifestazione, consideriamo la presenza dei due candidati un importante segno di discontinuità; e poi ogni imprenditore che partecipa alle nostre iniziative è benvenuto». «Decisione intelligente - concorda Piero Borghini, assessore regionale e capolista della lista Moratti - perché arriva dopo una fase non facile nei rapporti tra Comune e sindacati». Ribatte il leader del Pdci Oliviero Diliberto: «Letizia Moratti va in cerca dei fischi ed è stato un errore del sindacato invitarla alla manifestazione». La pensa così anche Dario Fo: «Trent´anni fa abbiamo fatto uno spettacolo intitolato "Tutti uniti insieme... ma scusa quello non è il padrone?". C´era anche una canzone, se oggi fossi a Milano andrei al corteo a cantarla». «La Moratti - aggiunge il segretario dei Ds Franco Mirabelli - non va fischiata. Però un ministro che ha reso precari i ricercatori e sostenuto una legge che ha precarizzato i giovani, se partecipa a questo corteo ha un problema di coerenza con se stessa».


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