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Repubblica/Firenze: Precari quattro prof su dieci

Girandola di insegnanti, addio continuità didattica

30/03/2008
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la Repubblica

Può succedere che una classe ne cambi anche tre o quattro durante lo stesso anno

GAIA RAU

Giovanni che frequenta l´istituto Russel-Newton di Scandicci, in quattro anni ha cambiato quattro insegnanti di inglese. Una sua coetanea che fa il ginnasio al Michelangelo, ha cambiato tre prof dall´anno scorso. Alla media Spinelli-Rodari negli ultimi cinque anni la cattedra di francese non ha mai avuto lo stesso docente.
Gli insegnanti precari sono moltissimi a Firenze: secondo la Cgil-Flc (Federazione dei lavoratori della conoscenza) in tutta la provincia, su 10.950 docenti dalla scuola dell´infanzia alle superiori, 4.500 hanno i cosiddetti incarichi annuali. Sono cioè supplenti. Così può succedere che una classe cambi da un anno all´altro anche tre o quattro insegnanti con buona pace della celebrata «continuità didattica».
Davanti a questi numeri i sindacati hanno alzato la voce già al primo incontro con l´Ufficio scolastico regionale che ha presentato le previsioni delle iscrizioni per il prossimo anno: gli studenti sono in aumento. «Mancano 800 insegnanti» hanno scritto Cgil, Cisl, Uil e Snals in un documento comune. Non significa che a settembre ci saranno 800 cattedre vuote, ma che se non verrà potenziato l´organico di diritto (cioè quello che porta in cattedra gli insegnanti di ruolo) si dovrà come al solito ricorrere a un organico di fatto infarcito di precari. «E questo non solo non è giusto - spiega Gianna Fracassi segretario della Cgil scuola regionale - ma è anche penalizzante per i ragazzi costretti a cambiare insegnanti e metodo. Il nuovo governo, di destra o di sinistra che sia, deve mettere al centro la scuola perché qui ne va della qualità della formazione». «Ogni anno l´organico di diritto diminuisce in maniera esponenziale di fronte all´aumento degli studenti», denuncia Silvana Boccara, coordinatrice regionale della Gilda insegnanti. «Uno dei motivi - spiega - è che soltanto il sessanta per cento degli insegnanti di ruolo che vanno in pensione viene sostituito con altri docenti fissi. I posti restanti vengono assegnati a precari con incarico annuale». Gli effetti? «Senza la continuità qualsiasi progetto di riqualificazione della scuola auspicato dal ministero è destinato a fallire. Per non parlare degli effetti psicologici sugli insegnanti che, vivendo una situazione di costante incertezza, perdono entusiasmo e motivazione».
A Firenze ci sono istituti comprensivi che hanno anche il 50 per cento di precari, come la Gandhi. «Nella primaria - spiega il preside Carlo Testi - abbiamo 30 maestre e 15 sono supplenti annuali. Nella materna la situazione è anche peggiore: su 9 educatrici, gli incarichi annuali sono 7». La situazione non è generale: ci sono scuole, come l´istituto comprensivo della Montagnola dove su 130 docenti i precari sono soltanto 5. All´istituto tecnico Meucci circa il 20 per cento degli insegnanti sono precari. Una cifra simile si ritrova al Salvemini - Duca d´Aosta (su 72 docenti 13 sono a contratto) mentre leggermente superiore (25 per cento) è il dato dello scientifico Castelnuovo dove il preside, per correre ai ripari, ha organizzato riunioni per concordare con i docenti una programmazione omogenea, in modo che chi subentra da un anno all´altro sappia come e da dove ricominciare.


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