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Nuova Saredegna-Scuola, tutta la rabbia dei precari

in corso una raccolta di firme e una grande protesta a Roma con i colleghi di tutta Italia Scuola, tutta la rabbia dei precari Al Deffenu una riunione dei docenti senza più cattedra Per quest'anno...

23/09/2002
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Nuova Sardegna

in corso una raccolta di firme e una grande protesta a Roma con i colleghi di tutta Italia
Scuola, tutta la rabbia dei precari
Al Deffenu una riunione dei docenti senza più cattedra
Per quest'anno niente immissioni in ruolo, solo assunzioni a tempo determinato

Silvia Galleri

OLBIA. Sono arrivati sino ad Olbia per coinvolgere nella protesta i loro colleghi galluresi, e creare quasi una sezione staccata del Cip, il comitato dei docenti precari che urlano la loro disperazione. Si sono riuniti in tanti mercoledì pomeriggio, ospitati in un'aula dell'Istituto Deffenu, i professori che dopo lunghi anni passati sui libri e lunghi anni di lezioni, colloqui e scrutini, vedono infrangere le speranze di avere il loro posto di lavoro. Pensano ad una grande raccolta di firme, che già stanno attivando, e ad una immensa protesta da effettuare a ottobre Roma, insieme ai colleghi di tutta Italia.
Così mentre Ciampi nella capitale inaugurava l'anno scolastico con il ministro dell'Istruzione Moratti, e davanti alle telecamere della Rai e ad un folto pubblico di giovani ricordava l'importanza del diritto allo studio, nello stesso giorno, dall'altra parte dello stivale, ad Olbia, i docenti piangevano i loro diritti calpestati, pronti a lottare per ottenerli. Durante la riunione di mercoledì infatti si è parlato molto di diritti umani e naturali violati. Sono arrivate anche parole di conforto parte dei politici sardi, come quella del ministro dei Trasporti che si impegna, tramite una lettera arrivata a Marco Marras, organizzatore del Cip sassarese, a far leggere il documento stilato dal comitato al ministro Moratti in persona. Le lamentele sono tante. Innanzitutto la mancata immissione in ruolo che per quest'anno scolastico ormai passata in cavalleria. Ci sono state infatti soltanto le cosiddette nomine a tempo determinato, ovvero supplenze annuali date a quei docenti iscritti nelle graduatorie del provveditorato, quelli cioè con tanto di abilitazione per l'insegnamento, ottenuta tramite un corso abilitante, oppure col concorso a cattedre. Ma a queste due opzioni se ne è di recente aggiunta un'altra: la Scuola di specializzazione, la Ssis, che ha sfornato neo prof nuovi di zecca. E proprio a questi sono stati dati 30 punti più degli altri. Il risultato allora è nessun passaggio in ruolo, riduzione dei posti di lavoro per l'accorpamento delle classi voluto dal ministro, quindi solo nomine dalle graduatorie provinciali, dove però i "sissini" sono passati davanti a docenti più anziani e hanno avuto l'incarico annuale proprio grazie a quei trenta punti in più. "Eppure - spiega Giorgina Chessa, docente di lettere precaria dal 1995, con un bimbo di 4 anni lasciato a casa per raggiungere da Tempio la riunione di Olbia, scavalcata quest'anno dai sissini - secondo il decreto legge Amato tutti i precari, sia quelli con corso abilitante che i vincitori di concorso a cattedre, sarebbero dovuti passare in ruolo entro il 2003. Le scuole Ssis dovevano essere in origine un qualcosa che precedeva l'abilitazione, e che avrebbe dato il diritto a prenderla in seguito, magari sempre dopo un concorso. Secondo un nostro calcolo inoltre i precari in Italia dovrebbero essere 80mila, tante quante erano, almeno sino allo scorso anno, le cattedre vacanti. Faremo un'ulteriore riunione a Sassari, sempre nel salone parrocchiale di Mater Ecclesiae, il 3 ottobre alle 17,30 per stabilire i dettagli per la manifestazione che in sinergia coi precari di tutta Italia faremo a Roma, prima che il Consiglio di Stato si appelli contro i ricorsi che stanno arrivando al Tar del Lazio. Ognuno di noi sta inoltre raccogliendo firme da presentare al Governo contro le promesse mancate.


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