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Nel “Milleproproroghe” spunta il rinvio del rinnovo delle graduatorie ad esaurimento

Il provvedimento farebbe slittare di un anno il rinnovo previsto nella prossima primavera. Secondo l’Anief è un chiaro tentativo del Miur di rimandare l’attuazione a ‘pettine’ dell’inserimento nelle liste dei prof supplenti. Il preludio di un’altra battaglia legale?

24/12/2010
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La Tecnica della Scuola
di A.G.
 
Le voci di fondo stavolta erano fondate: nel 2011 il rinnovo delle graduatorie ad esaurimento, dove sono collocati circa 240mila docenti non di ruolo, non verrà attuato. Il rinnovo, previsto in primavera attraverso la presentazione di  titoli e i servizi prodotti nell’ultimo biennio, si sposterà in avanti almeno di un altro anno: nel decreto “Milleproroghe”, infatti, è prevista una norma da cui si evince, in ‘burocratese’ stretto, che le graduatorie “vigenti per il biennio 2009/2010 – 2010/2011 sono prorogate per l’anno scolastico 2011/2012”.
La nuova disposizione prevede che il rinnovo delle liste delle oltre cento liste di attesa dislocate in tutto il territorio nazionale non abbiano più effetto per "il biennio scolastico 2011/2012 – 2012/2013", come previsto dal decreto legge 25 settembre 2009, n. 134: il 'Milleproroghe' prevede, infatti, la validità del rinnovo “per il biennio scolastico 2012/2013- 2013/2014".
Anche se il decreto è ancora modificabile, l’ipotesi di ‘congelamento’ delle graduatorie ha già prodotto delle polemiche. A formularle è stato il sindacato Anief, che difendendo molti neo-abilitati ha chiesto l’immediata "soppressione di questa eventuale norma che creerebbe soltanto l'ennesimo pasticcio e confermerebbe l'incapacità del ministro Gelmini di gestire le graduatorie come i suoi predecessori". Il sindacato degli educatori in formazione, artefice di una battaglia legale per l’inserimento dei docenti precari, all’interno delle nuove graduatorie richieste, con il medesimo punteggio di partenza e non in coda come previsto nel 2009 dal Miur, ha anche fatto sapere che "solleciterà gli onorevoli e i senatori a non approvare una norma che vorrebbe intervenire soltanto e inutilmente per evitare il trasferimento a ‘pettine’ previsto per il prossimo aggiornamento. Se la Corte costituzionale, infatti, si pronuncerà a favore del ‘pettine’, questo assumerà titolo giudiziale, ragion per cui – continua l’Anief - tutti i ricorrenti dovranno essere inseriti subito a pettine dal commissario ad acta prima delle prossime convocazioni. A quel punto – conclude il sindacato - anche i non ricorrenti potranno ottenere un pronunciamento del giudice del lavoro sul risarcimento danni e sulla mancata stipula del contratto di lavoro".
Di parere opposto è sicuramente la Fgu-Gilda, che in passato ha più volte espresso le sue critiche all’Anief sostenendo che il cambio delle regole, sulle graduatorie, non può essere attuato in corsa

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