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Messaggero-Prof precari, bocciata la "corsia preferenziale

La sentenza ha valore definitivo, ma le graduatorie per ora non si toccano. In Parlamento una riforma che prevede meccanismi di compensazione Prof precari, bocciata la "corsia preferenziale" ...

14/01/2004
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Il Messaggero

La sentenza ha valore definitivo, ma le graduatorie per ora non si toccano. In Parlamento una riforma che prevede meccanismi di compensazione
Prof precari, bocciata la "corsia preferenziale"
Il Consiglio di Stato: illegittimi i punti in più rispetto a chi ha frequentato i corsi di specializzazione
di ANNA MARIA SERSALE

ROMA - Illegittimo il bonus. I docenti precari non hanno diritto a corsie preferenziali nelle graduatorie permanenti. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato, con una sentenza, la numero 8499/2003, che ha valore definitivo. La guerra infinita tra "sissini" e "precari diciottisti" è figlia del meccanismo perverso di reclutamento degli insegnanti. Ora la sentenza dei giudici di Palazzo Spada segna una nuova e dolorosa sconfitta per chi vive da anni di supplenze. Agli "storici" non resta che sperare nel disegno di legge in discussione: ha avuto il "sì" di Palazzo Chigi, ma deve essere approvato dal Parlamento. Considerata la complessità della materia, comunque, le nuove norme sul precariato non arriveranno in tempo per le liste del 2004-2005. Significa che gli "storici" non potranno contare sui 18 punti "riparatori", concessi in aggiunta a quelli maturati con il servizio prestato a scuola.
Dopo una raffica di ricorsi e controricorsi, quei punti erano stati concessi dal ministero dell'Istruzione per riequilibrare le diseguaglianze di punteggio con i "sissini", ovvero i nuovi docenti abilitati dalle Scuole universitarie, le Ssis, ai quali il ministero aveva riconosciuto 30 punti. I precari, scavalcati dagli specializzati, con quei punti erano in parte risaliti nella classifica. Ma i docenti delle "Ssis" avevano subito fatto ricorso al Tar del Lazio, che aveva riconosciuto le loro ragioni. Ma ora è arrivata la entenza definitiva del Consiglio di Stato: i precari storici non hanno diritto ad alcun bonus. I punti in più spettano solo ai neolaureati che hanno frequentato con successo il corso di specializzazione. Nelle scuole non cambia per il momento nulla, poiché l'anno scolastico è cominciato da tempo e le graduatorie erano state stilate in osservanza della precedente sentenza del Tar.
Le graduatorie della scuola sono una delle spine nel fianco del governo. Finché l'accesso alle liste sarà così farraginoso questa guerra tra poveri sarà destinata a continuare. "La sentenza del Consiglio di Stato - sostiene Massimo Di Menna, segretario nazionale della Uil-scuola - sottolinea la sconfitta della politica di reclutamento dei docenti. Ed è la prova che vanno trovate soluzioni legislative, per evitare che le graduatorie vengano decise dai Tribunali".
E ora? "Tutto resta fermo - afferma Enrico Panini, segretario nazionale della Cgil-scuola - Le graduatorie non verranno toccate. La sentenza del Consiglio di Stato in realtà dà ragione ad una precedente pronuncia del Tar del Lazio che già aveva riconosciuto l'illegittimità dei 18 punti, che non possono essere dati se non c'è una legge che lo preveda". Per i meccanismi di perequazione, dunque, i precari storici dovranno attendere la legge di riforma del reclutamento, che ora è in Commissione cultura in Senato. Ma che cosa prevede il progetto presentato dal ministro Letizia Moratti? A tutti i docenti già in possesso di abilitazione verranno dati 6 punti. Però verrà ridotto a un terzo il punteggio con cui un docente entra nelle graduatorie permanenti, dopo un concorso o un esame abilitante. "L'obiettivo - spiegano i consulenti del ministro - è quello di ridurre il gap con i "sissini"". Saranno anche previste nuove tabelle per l'assegnazione dei voti agli esami di abilitazione.
Intanto, monta la polemica sulle iscrizioni degli alunni, che vanno effettuate entro gennaio. I sindacati denunciano che "le famiglie sono nel caos". "I tempi sono stretti - afferma Panini della Cgil - tuttavia alle scuole non è ancora giunta la circolare del ministro Moratti, che dovrebbe definire le norme". In ballo ci sono cambiamenti importanti, a cominciare dall'anticipo dell'età scolare (la elementare a 5 anni).


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