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Meno soldi al fondo per pagare gli scatti

Secondo le prime indiscrezione il taglio del fondo di istituto penalizzerà soprattutto circoli didattici e istituti comprensivi. Una scuola con 10-12 sedi e 120 addetti potrebbe perdere 40mila euro (il 30% in meno rispetto alla dotazione del 2011/2012)

13/12/2012
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La Tecnica della Scuola

Reginaldo Palermo

Tagli pesanti al fondo di istituto per pagare gli scatti stipendiali: è questo il risultato dell’accordo sottoscritto nella serata del 12 dicembre fra Aran e sindacati.
Saranno circoli didattici e istituti comprensivi a pagare lo scotto maggiore.
C’è già infatti un’ipotesi sui criteri di ripartizione di quanto resta del MOF (un miliardo di euro circa).
Fino ad ora, infatti, il fondo è stato assegnando calcolando poco più di 4mila euro per ciascun “punto di erogazione”: in pratica su questa voce un circolo didattico o un comprensivo con 10 sedi aveva diritto a 40mila euro circa; a seguito dell’accordo sugli scatti stipendiali cambia il parametro (3.650 euro circa), con una perdita di 3.500 euro.
Fino al 2011/2012 per ciascun addetto si calcolavano 800 euro circa, d’ora in avanti bisognerà fare conto su 520 euro: un comprensivo di 120 addetti ci perderà più di 30mila euro.
Resta invece invariato il parametro per le scuole secondarie di secondo grado (857 euro per addetto).
Così come resterà invariata l’indennità di direzione dei dsga.
Saranno invece tagliate del 25% le risorse destinate al pagamento delle ore eccedenti.
L’accordo prevede che nel prossimo contratto si dovrà mettere mano al tema della “produttività”, così come previsto dall’atto di indirizzo del Governo.
In pratica questo significa che bisognerà in qualche modo rivedere l’orario di servizio del personale docente e Ata (non necessariamente aumentando l’orario di cattedra) ma, per esempio, ponendo dei vincoli sulle modalità di accesso al fondo da parte del personale (alcune attività potrebbe rientrare nella funzione docente e quindi non sarebbero più retribuibili con il fondo di istituto),
Ma di tutto questo si parlerà, appunto, con il prossimo contratto e cioè, nella migliore delle ipotesi, fra un anno o forse due.


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