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Manifesto-UNIVERSITA'Nessuno arruola come la Moratti

UNIVERSITA'Nessuno arruola come la Moratti CRISTIANO VIOLANI* Le università sono già affollate da studenti impegnati negli esami e nei test di ammissione ai corsi. Ma a pochi giorni dall'inizio de...

21/09/2004
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il manifesto

UNIVERSITA'Nessuno arruola come la Moratti
CRISTIANO VIOLANI*
Le università sono già affollate da studenti impegnati negli esami e nei test di ammissione ai corsi. Ma a pochi giorni dall'inizio delle lezioni e all'indomani del 21 settembre, quando la Conferenza dei rettori presenterà il secondo rapporto sullo stato dell'Università italiana, che si anticipa disperato, sugli atenei si addensano nubi minacciose. Pochi giorni fa, in risposta a una lettera di suoi ex consulenti, rettori e scienziati illustri, che invitava a stralciare i soli meccanismi concorsuali dal disegno di legge che la delegherebbe a ridefinire lo stato giuridico e il reclutamento dei professori, il ministro Moratti ha chiesto ai parlamentari della maggioranza una rapida approvazione dell'intero provvedimento.

Le organizzazioni sindacali universitarie hanno ribadito l'assoluta contrarietà al testo approvato a fine luglio dalla maggioranza in commissione alla Camera, chiedendone il ritiro e invitando all'agitazione e al blocco delle università nel giorno in cui sarà in discussione alla Camera.

I consigli e i senati di molte università si stanno pronunciando contro il nuovo testo. L'ufficio di presidenza della Crui ha approvato un documento che esprime sconcerto per l'accelerazione dell'approvazione di un disegno che ha ricevuto osservazioni assai critiche da parte della comunità accademica. I rettori giudicano il testo licenziato dalla Commissione assai duramente: "Contiene previsioni normative inaccettabili o velleitarie e inapplicabili nell'attuale situazione finanziaria degli Atenei". La Crui chiede anche che la riforma sia contestuale a una radicale revisione degli attuali meccanismi di attribuzione agli atenei dei finanziamenti, necessari per raggiungere standard europei.

Anche il parlamentino dell'università, il Consiglio Universitario Nazionale ha approvato a larga maggioranza un parere sul Ddl che prelude a un commento puntuale, assai critico, sia sull'articolato originario che sul testo passato in commissione alla Camera.

Il Cun non chiede stralci ma provvedimenti coerenti con l'autonomia delle università e con l'unità del sistema universitario. Rileva che il disegno di legge delega ha lasciato insoddisfatta gran parte della comunità universitaria, sia nel metodo che nel merito. I diritti e i doveri dei docenti dovrebbero garantire uguale dignità e il rispetto della duplice natura dell'Università, sede primaria dell'alta formazione e della ricerca. Per il Cun senza un serio intervento finanziario, la riforma potrà avere solo esiti nulli o negativi e la caduta della distinzione fra tempo pieno e tempo definito appare del tutto ingiustificata.

Evidentemente un testo blindato e affrettato mal si concilia con i conclamati vizi del provvedimento e con la più volte dichiarata disponibilità all'ascolto e all'emendamento. Tutti contro il Ddl dunque. Ma la proposta di riformare i soli concorsi decentrati preoccupa. Potrebbe infatti preludere a un loro blocco totale per molti, molti mesi. Una eventualità in contraddizione sia con l'autonomia delle università sia con la necessità di garantire un fisiologico ricambio di professori e ricercatori.

* Docente di Psicologiaa la Sapienza


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