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Manifesto-La finanziaria dei condoni

Ecco tutte le novità decise al senato. Il rischio dell'esercizio provvisorio Le nuove aliquote fiscali Il concordato diventa condono tombale e si traduce in 15 sanatorie. Evitata l'amnistia per i r...

23/12/2002
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il manifesto

Ecco tutte le novità decise al senato. Il rischio dell'esercizio provvisorio
Le nuove aliquote fiscali Il concordato diventa condono tombale e si traduce in 15 sanatorie. Evitata l'amnistia per i reati penali. Arriva il bonus per le scuole private e il nuovo scudo fiscale
P. A.
La finanziaria che esce dal senato è un'altra legge rispetto a quella che era stata varata dal consiglio dei ministri del 30 settembre ed entrata alla camera il 15 ottobre. E' un testo pieno di "una tantum" e di condoni e che avrebbe potuto trasformarsi in una vera e propria amnistia per reati connssi a quelli fiscali, ma che andavano dall'evasione contributiva, passando per il riciclaggio del denaro sporco e altri reati di mafia. Lo scampato pericolo è merito di un intervento del presidente della repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. La maggioranza è dovuta correre ai ripari e cambiare il testo degli emendamenti del condono. Già la finanziaria della camera si basava abbondantemente (almeno per un terzo dell'ammontare complessivo) sul concordato fiscale, mentre le altre due parti importanti del testo originale erano le cartolarizzazioni e i tagli alle spese. La manovra è di 20 miliardi di euro, di cui 8 miliardi di tagli alle spese, 4 miliardi di cartolarizzazioni, 8 miliardi dai condoni. Ora con la nuova versione varata dal senato il concordato diventa condono (anche tombale) e si traduce in 15 sanatorie fiscali diverse. La novità rispetto alla camera sta proprio nell'ampliamento dello spazio per il concordato fiscale, l'inserimento della possibilità di regolarizzare la posizione fiscale presentando una dichiarazione integrativa e soprattutto la possibilità per il contribuente evasore di poter scegliere il condono tombale vero e proprio. Al contribuente è lasciata in ogni caso la possibilità di poter scegliere le condizioni più favorevoli ed è prevista anche la cosidetta clausola di salvaguardia. Per poter usufruire del condono bisognerà presentare una dichiarazione entro il 16 marzo 2003. Gli importi da pagare corrispondono al 18% delle imposte sui redditi risultanti dalla dichiarazione originale, il 16% per il importi che eccedono i 10 mila euro e il 13% per la parte eccedente i 20 mila euro. Si stabilisce una progressività alla rovescia: più hai evaso, meno deve pagare. Ovvero più hai evaso, più sei premiato.

Con il condono si può sanare anche l'Iva, mentre sono previste norme specifiche anche per il condono delle tasse di interesse locale, tra cui la tassa sui rifiuti. Ma su questo punto c'è una grande polemica perché alcune regioni (che tra l'altro sono penalizzate duramente dal taglio dei trasferimenti agli enti locali), non hanno nessuna intenzione di applicare il condono che suggerisce il governo centrale. L'adesione al condono mette poi al riparo da successivi controlli e ispezioni. Tutte le sanatorie fiscale della finanziaria (in tutto sono 15) valgono dal periodo 1997-2001. Per il maxiconcordato gli importi da pagare si calcoleranno tenendo conto degli studi di settore, o per tutti i contribuenti che non aderiscono a studi di settore, il calcolo verrà fatto sui fasce di reddito. Anche la dichiarazione integrativa dovrà essere fatta entro il 16 marzo. Potrà essere usata anche per sanare i redditi conseguiti all'estero con una imposta del 13%. Le liti fiscali pendenti potranno essere chiuse versando solo 150 euro per contenzioni che arrivano fino a 2000 euro e il 10% del valore della lite se l'importo è superiore. Si condona anche il canone Rai, cosicché chi non ha pagato potrà mettersi definitivamente in regola versando 10 euro l'anno. Anche i manifesti elettorali che sono stati affissi abusivamente potranno essere sanati e così le tasse sui rifiuti domestici. Regioni, province e comuni dovranno ora decidere se applicare il condono anche per il bollo auto e l'Ici.

Per quanto riguarda una delle operazioni a cui il ministro dell'economia è più affezionato, il rientro dei capitali esportati illegalmente all'estero, la versione del senato prevede la proroga dei termini dello scudo fiscale che sarà valido fino al 30 giugno 2003. L'aliquota da pagare per il rientro dei capitali per le persone fisiche è del 4%. La novità è che ora lo scudo fiscale è esteso anche alle società, cosa che lo stesso ministro Tremonti aveva categoricamente escluso proprio per evitare il rischio di possibili "inquinamenti" criminali. Invece, per l'esigenza di trovare più soldi possibili in un momento di buco delle casse pubbliche, la norma è estesa alle società e non sono chiari i criteri di controllo che saranno adottati.

Passa la linea dell'incentivazione alle scuole private. La finanziaria istituisce infatti un fondo di 30 milioni di euro l'anno per il periodo che andrà dal 2003 al 2005 a favore delle famiglie che scelgono per i propri figli le scuole private. Le modalità di applicazione saranno contenute in un prossimo decreto del ministero del tesoro. La tassa sul fumo (da cui il governo prevede di ricavare dai 200 ai 350 milioni di euro da destinarsi all'università e alla ricerca) verrà istituita con un decreto del ministero dell'economia che sarà emanato entro il 30 aprile 2003. L'entità della tassa sui tabacchi non è stata ancora stabilita ma dovrà portare un gettito complessivo intorno a 435 milioni di euro. Esponenti del governo hanno comunque parlato di un aumento di 20 centesimi a pacchetto.

La prima parte della finanziaria (emendata dal senato) riguarda il cosiddetto primo modulo della riforma fiscale che dovrebbe portare a un sistema basato su due aliquote. Con la finanziaria per il 2003 si dà il via libera alla prima parte della riforma con sgravi per 5,5 miliardi complessivi che dovranno essere concentrati sui redditi più bassi, anche perché poi la vera riforma fiscale (il secondo modulo della doppia aliquota) favorirà in modo esponenziale i redditi più alti. Si introduce l'aliquota del 23% fino a redditi di 15000 euro, poi ci saranno le aliquote del 29%, del 31, del 39 e infine del 45% per i redditi che superano i 70 mila euro. Dal primo gennaio l'Irpeg passa al 34%.

La finanziaria apre poi il capitolo delle cartolarizzazione e in generale della vendita di beni pubblici. Molte polemiche ha suscitato l'istituzione della Patrimonio Spa che dovrebbe curare tutte le operazioni. Dopo l'intervento del Cipe che ha stabilito i "paletti" dell'azione della Patrimonio dovrebbero esserci meno rischi di cose clamorose, ma la preoccupazione rimane tutta.


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