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Manifesto-Il decreto che ha dato il via alla protesta degli atenei

Il decreto che ha dato il via alla protesta degli atenei La legge delega per il "riordino dello stato giuridico e del reclutamento dei professori universitari" approvata dal consiglio dei mini...

18/02/2004
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il manifesto

Il decreto che ha dato il via alla protesta degli atenei
La legge delega per il "riordino dello stato giuridico e del reclutamento dei professori universitari" approvata dal consiglio dei ministri il 16 gennaio scorso e contestata ieri in tutta Italia prevede il ritorno ai concorsi nazionali per la selezione dei professori, ricercatori pagati con contratti co.co.co., retribuzioni dei docenti legate al merito, possibilità di creare cattedre universitarie ad hoc da parte di imprese o enti, via libera gli impegni professionali extrauniversitari (avvocati, ingegneri, medici, etc.). Reclutamento dei professori:

I docenti, ordinari e associati, verranno reclutati attraverso concorsi nazionali distinti, a cadenza annuale. Il numero dei posti disponibili per ogni disciplina sarà pari al fabbisogno indicato dalle università (per cui è garantita la relativa copertura finanziaria) e incrementato al massimo del 20% per garantire la flessibilità tra un concorso e l'altro.

Gli incarichi a tempo determinato potranno essere rinnovati una sola volta e potranno essere trasformati in contratto a tempo indeterminato dopo la valutazione del docente in base a criteri definiti dalle università. Una percentuale non superiore al 6% dei posti di prima e seconda fascia potrà essere affidata a studiosi stranieri o italiani impegnati all'estero.

Inoltre, potranno essere realizzati specifici programmi di ricerca sulla base di convenzioni con imprese, fondazioni o enti, prevedendo anche l'istituzione, con oneri finanziari a carico di questi soggetti, di posti di professore di prima fascia da ricoprire al massimo per tre anni.

Contratti di ricerca:

Non si faranno più concorsi per nuovi ricercatori. Per svolgere attività di ricerca e di didattica integrativa le università possono stipulare solo contratti di lavoro a tempo determinato (co.co.co.). Questi contratti sono determinati da ciascuna università nei limiti del proprio bilancio.

Al termine dell'incarico, il lavoro di ricerca costituisce un titolo preferenziale nei concorsi per il pubblico impiego. Nulla cambia per gli attuali ricercatori universitari.

Stato giuridico e stipendi:

Ridisegnati i diritti e i doveri dei docenti universitari. Ci sarà una quota di stipendio fissa e una variabile. Il ddl prevede che i professori svolgano attività scientifiche per 350 ore l'anno, di cui 120 di attività didattica in aula. Ciascun docente potrà poi stipulare con l'ateneo contratti integrativi per lo svolgimento di ulteriori attività.

Il provvedimento abolisce la distinzione tra tempo pieno e tempo definito, prevede che il rapporto di lavoro dei docenti sia compatibile con lo svolgimento di attività professionali esterne (avvocati, medici, etc.), purché sia comunicato all'università e non rechi danno all'ateneo.


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