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Liberazione: Quel pasticciaccio della Finanziaria

Smentite dal Tesoro le anticipazioni sui tagli alla funzione pubblica e all’Inps. Dietro-front di Prodi: «Rivedrò quei capitoli»

27/09/2006
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Liberazione

Gemma Contin

Alle sette della sera autorevoli “fonti del Tesoro” hanno fatto sapere, in merito alle anticipazioni e alle indiscrezioni circolate ieri sulla manovra, che «la bozza della Finanziaria 2007 è superata e inattendibile». Un altro polverone che ha provocato nella maggioranza una fibrillazione continua e al governo in carica un nuovo tonfo nella concimaia.

La pressione è salita soprattutto sui tagli alla scuola e nella Pubblica amministrazione e sull’unificazione degli enti previdenzali. Le indiscrezioni hanno fatto saltare sulla seggiola molti parlamentari dell’Unione e costretto il segretario di Rifondazione comunista Franco Giordano a chiedere un incontro urgente a Romano Prodi.

La prima “bomba” è scoppiata sul sistema scolastico: per Enrico Panini si preannuncia “una vera macelleria sociale”. «Nel testo che sta circolando - afferma il segretario della Cgil Scuola - è previsto l’innalzamento del numero di alunni per classe, un rapporto insegnanti di sostegno-allievi disabili che passa da uno ogni 138 a uno ogni 168, interventi per bloccare gli scatti di anzianità e la non immissione in ruolo di neanche un precario... Chiederemo a Prodi di fermare la Finanziaria. Se non lo farà sarà sciopero generale».

Le senatrici Rina Gagliardi e Giovanna Capelli hanno preso carta e penna: «Circolano voci molto allarmanti, secondo le quali nell’ormai imminente Legge Finanziaria ci si accingerebbe ad elevare il numero di alunni per classe e per docente, consentito dall’attuale normativa... Per Rifondazione Comunista si tratta di proposte irricevibili». Ma è proprio il ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni a rinviare al mittente una proposta “irricevibile” perché «una Finanziaria seria prevede che si scrivano norme sulla scuola avendo conoscenza e consapevolezza del mondo della scuola, altrimenti non si sistemano i conti e si pregiudica il sistema educativo».

Secondo “petardo”: i dipendenti pubblici. Dalla bozza è trapelata l’intenzione del governo di bloccare la contrattazione integrativa, non dare seguito alla stabilizzazione dei precari, infliggere un nuovo taglio alle Autonomie locali e destinare risorse insufficienti per i rinnovi contrattuali in scadenza. «Se fossero confermate le indiscrezioni che circolano sul pubblico impiego - ha dichiarato il segretario della Funzione pubblica Cgil Carlo Podda - lo sciopero generale degli statali potrebbe estendersi a tutto il mondo del lavoro... La gestione delle relazioni sindacali non è mai stata così confusa e pasticciata».

Terzo boomerang: l’annuncio della creazione dell’Inpu, l’Istituto nazionale di previdenza unificata, che ingloberebbe (e cancellerebbe al tempo stesso) Inps, Inpdap, Inpost, Enpals e Ipsema. Nel testo della bozza si legge che «l’Inpu succede in tutti i rapporti attivi e passivi inerenti ai predetti enti, che sono soppressi». E «alla guida dell’Istituto è nominato un commissario straordinario e due vicecommissari».

Morena Piccinini (Cgil) boccia la proposta del governo «frutto solo dell’improvvisazione, della faciloneria e, forse, di qualche particolare interesse a rimestare nel torbido». E il ministro del Lavoro e della Previdenza sociale, Cesare Damiano, in una dichiarazione ufficiale scrive: «Le notizie apparse sulle agenzie circa la possibile nascita di un nuovo istituto previdenziale, Inpu, che sostituirebbe gli attuali Enti pubblici, sono prive di fondamento... Modifiche non discusse e condivise con gli attori sociali e politici rischiano infatti di compromettere la bontà del progetto di riordino e l’efficacia del risultato».

In serata dietro-front di Romano Prodi, che ha smentito tutto dicendo però: «Riprenderò in esame questi capitoli», e ha confermato per domani l’incontro con i capigruppo dell’Unione. «Poi continuerò con i leader dei partiti - ha precisato il presidente del Consiglio -: oggi ho visto Giordano e Rutelli, vedrò anche Fassino... è un continuo di colloqui per affinare gli ultimi aspetti... stiamo lavorando per un processo di avvicinamenti e armonizzazioni».


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