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Landini: «Formazione e ricerca fondamentali per il sindacato»

Il segretario generale della Cgil “saluta” la nomina di Francesco Sinopoli alla guida della Fdv, sottolineando il ruolo decisivo dell'istituto della Confederazione per il cambiamento.

23/05/2023
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Collettiva.it

Di Stefano Iucci

In una realtà sempre più complessa come quella che stiamo attraversando la necessità del cambiamento diventa cruciale. E questo vale anche per il sindacato: perciò “formazione e ricerca debbono avere un rapporto sempre più stretto con la contrattazione e con l’azione sindacale”. Così Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, nel suo intervento che ha “salutato” il nuovo incarico di presidente della Fondazione Di Vittorio appena conferito a Francesco Sinopoli, che ha concluso il suo mandato alla guida della Flc Cgil e sostituisce Fulvio Fammoni. 

Introducendo i lavori il segretario della Fdv, Paolo Terranova, ha ricordato che la nuova Fondazione Di Vittorio, frutto della progressiva unificazione di tutti i precedenti enti della Confederazione (Associazione Bruno Trentin, Ires, Isf, Smile), “è oggi un istituto sano, solido, riconosciuto dentro e fuori. Una comunità di uomini e donne, compagni e compagne, che lavora sentendo di appartenere a una comunità ancora più vasta, quella della Cgil, che opera per raggiungere grandi obiettivi”. Landini ha ricordato come formazione e ricerca siano necessarie proprio “per investire sul rinnovamento e sui giovani” e come questo entri anche “in rapporto con la comunicazione su cui è stato fatto un investimento importante”.

Tra gli obiettivi che la Confederazione si è data, proprio per affrontare in maniera adeguata i grandi cambiamenti in atto, c’è quello di “presentare un grande piano di formazione per i prossimi anni e di arrivare alla costituzione di una vera e propria scuola di formazione, rispetto alla quale il ruolo della Fdv è decisivo”. Il neopresidente, Francesco Sinopoli, ha ribadito nel suo breve saluto che l’incarico “rappresenta per me è un grandissimo onore”. E ha ricordato come si sia laureato “saccheggiando le riviste dell’Ires”, sottolineando che “la categoria da cui provengo per i temi di cui si occupa ha una forte vocazione confederale”.

“Per me è un mestiere nuovo – ha detto – e mi metterò dunque innanzitutto in ascolto, avendo tanta curiosità e desiderio di costruire un progetto con un’idea precisa di sindacato. Quella di un’organizzazione che deve innanzitutto radicarsi nei posti di lavoro e crescere negli iscritti”, ma che non sia “una semplice somma di categorie, ma soggetto di trasformazione sociale. Un soggetto politico che si confronta alla pari con le istituzioni e che deve contribuire a cambiare la società, come del resto ci hanno insegnato Giuseppe Di Vittorio, Bruno Trentin e Vittorio Foa”.