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La Nazione: La politica dei tagli ha prodotto effetti devastanti»

TOSCANA fanalino di coda, in Italia, nel settore scuola?

17/06/2007
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La Nazione

di FEDERICA CAPPELLETTI
— FIRENZE —
TOSCANA fanalino di coda, in Italia, nel settore scuola? Dalla classifica stilata da «Tuttoscuola», e subito ripresa dagli organi di informazione, sembrerebbe proprio così. Ma secondo i sindacati di categoria regionali, non solo è impossibile, ma addirittura offensivo nei confronti delle rispettive realtà territoriali. Snals, Cgil, Cisl e Uil giudicano all’unanimità il rapporto sulla qualità dell’istruzione a livello nazionale — con un occhio particolarmente critico rivolto alla Toscana — poco veritiero e irrispettoso.
«E’ una classifica falsa. Inattendibile. Sulla base di quali parametri, e di quale scientificità, hanno declassato il Granducato al quart’ultimo posto nella graduatoria per regioni?», tuona il segretario generale dello Snals, professor Marco Paolo Nigi (nella foto). Da anni dentro il mondo dell’istruzione, per la quale si batte affinché possano essere risolti gli annosi problemi che affliggono l’universo del sapere.
Quindi dove’è giusto posizionare la Toscana?
«Ai primi posti, insieme a Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto. Mentre in fondo alla classifica metterei Lazio, Campania e Calabria».
Vuol dire che nella scuola Toscana funziona tutto bene? Nel rapporto, benché secondo i sindacati sia falsato, si punta il dito su edifici e organici carenti.
«Non tutte le strutture scolastiche sono a norma, bisogna ammetterlo. E gli organici sono una nota dolente, ma non per questo la Toscana è tra le realtà peggiori. Anzi».
Anzi, cosa?
«Ripeto. La qualità degli studi in Toscana è alta. I professori, come accade in altre regioni, hanno un’ottima preparazione. Spesso certificata da più di una laurea, più di un concorso, più specializzazioni. Come si può, quindi, parlare della patria di Dante in termini quasi dispregiativi? E non solo della Toscana».
Perché, secondo lei, c’è questa volontà di colpire e in un certo senso punire il sistema scuola?
«La colpa di questo vivere e sentire la scuola in negativo è del malfunzionamento del sistema istruzione. Alla scuola è stata tolta l’autorevolezza che un tempo possedeva. Quando il professore era considerato come il prete o il dottore: un punto di riferimento vero. Una persona alla quale affidarsi e da rispettare al di là di tutto e tutti. Sono questi parametri, profondamente modificatisi negli anni, ad aver peggiorato la scuola».
Vuol dire?
«Le faccio un esempio. Quando un alunno viene rimproverato torna a casa e va a piangere dai genitori. Che a loro volta vanno a reclamare alla porta dei professori, rei di aver tentato di rimetter in carreggiata il ragazzo o la ragazza. Come funzionava ai tempi in cui la scuola era molto considerata anche dal punto di vista educativo. Con queste premesse, com’è possibile reprimere i continui atti di bullismo o la maleducazione che imperversa fra i giovani di oggi? Qual è il ruolo del professore moderno?».
E’ solo l’autorevolezza a mancare?
«No, anche la qualità degli studi e la salvaguardia degli operatori».
Soluzioni?
«Solo la politica può risolvere le magagne della scuola, dopo averle create».
Al professore fa eco Gianna Fracassi, della segreteria regionale Flc-Cgil: «Il nostro dato sui nidi e le Università in Toscana è ottimo. Concordiamo con i dati dell’indagine, solo sulla precarietà del personale. E senza la continuità professionale, la qualità della scuola si abbassa inevitabilmente».
Proprio sul fronte del personale Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals, Gilda e Anp della Toscana hanno recentemente siglato un documento in cui le stesse organizzazioni sindacali denunciano la drastica riduzione degli organici per l’anno scolastico 2007-08. «A fronte di un aumento complessivo di circa 9mila alunni — scrivono in un documento —, si prevede una diminuzione di 244 docenti. La scuola toscana, fortemente segnata negli ultimi cinque anni dalla politica dei tagli su organico e risorse, rischia di subire un processo di dequalificazione e di impoverimento irreversibile. Per questo — si sottolinea nello scritto — le stesse organizzazioni si rivolgono alle istituzioni pubbliche e alle forze politiche della regione perché si attivino al fine di ottenere l’incremento dell’organico dei docenti per l’anno scolastico in corso e per favorire, utilizzando la positiva congiuntura economica, una politica di investimenti e di maggiore attenzione da parte del governo verso la scuola e la formazione».
Stando al documento sindacale, forse, qualche problemino nel sistema scuola in Toscana esiste davvero.


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