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La Fedeli avvia incontri bilaterali sui dossier. Mobilità, correzioni ma non si torna indietro

Proroga per i decreti attuativi della riforma, salvo 0-6

20/12/2016
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ItaliaOggi

Alessandra Ricciardi

Alla fine l'unica delega che potrebbe essere portata in consiglio dei ministri entro gennaio è quella per l'attuazione del canale scolastico 0-6 anni. Un ddl in tal senso era stato già approvato al senato, prima firmataria Francesca Puglisi, responsabile scuola del Pd e in predicato di diventare, nei giorni della crisi di governo, ministro dell'istruzione, seconda firmataria proprio l'attuale ministra, Valeria Fedeli.

Tra l'altro per l'attuazione della delega la legge di Stabilità ha stanziato a regime 500 milioni di euro, poca roba per realizzare il sistema generalizzato, servirebbero almeno 4 miliardi, ma significativi per avviarlo. Gli altri decreti, compreso quello sulla formazione iniziale dei docenti e sul nuovo reclutamento, in cui dovrebbe andare anche la cosiddetta fase transitoria in cui regolamentare la situazione dei precari storici esclusi dalle assunzioni, dovrebbero slittare: una proroga di almeno 6 mesi potrebbe essere inserita nel consueto decreto milleproroghe di fine anno.

La partita delle deleghe e quella del contratto si stanno connotando in questi primi giorni del governo Gentiloni come i punti chiave del mandato della neo ministra dell'istruzione. Molto dipenderà dalla durata dell'esecutivo: in caso di elezioni anticipate in primavera, non ci sarebbero i tempi per completare l'iter del rinnovo contrattuale. La tempistica dei singoli interventi sarà probabilmente decisa con il nuovo anno, quando, forse, anche il quadro politico interno al Pd dovrebbe assumere connotati più chiari.

Intanto la ministra ha incasellato una serie di vertici conoscitivi per esaminare i dossier nel confronto con le controparti. Ieri si sono svolti i primi incontri con i 5 sindacati di categoria rappresentativi del settore, a cui seguiranno quelli con le associazioni. Incontri bilaterali, dettati dall'esigenza di un primo approccio con gli interlocutori e con le loro istanze. Il punto più attenzionato riguarda la legge 107, la riforma della Buona scuola, con i capitoli della mobilità e della chiamata diretta in primis. «È il contratto che deve modificare gli errori della legge. Abbiamo un accordo con il governo per questo. Partiamo da qui», ha detto il segretario generale della Uil scuola, Pino Turi. Mobilità e chiamata diretta, utilizzo del salario accessorio e bonus docenti, valutazione del personale docente e dirigente, formazione, «sono le materie che la legge ha sottratto alla contrattazione e ad essa vanno ricondotte». Aperture sarebbero già giunte sul fronte della mobilità, alla ricerca di un compromesso che non diventi però un rimettere le lancette indietro rispetto alla riforma.

Debutto a viale Trastevere per il neo segretario della Flc-Cgil, Francesco Sinopoli, che succede a Mimmo Pantaleo. Una revisione a tutto campo della legge 107, la sua richiesta. La Federazione Gilda-Unams, guidata da Rino Di Meglio, ha confermato la netta contrarietà alla Buona Scuola e ne ha chiesto l'abrogazione in toto.

«L'impressione è quella di una nuova disponibilità a rilanciare le relazioni sindacali», dice Maddalena Gissi, che nel faccia a faccia con la ministra ha posto tra l'altro l'accento sulla necessità di accelerare i tempi sull'atto di indirizzo per il rinnovo del contratto «in piena coerenza con l'intesa sottoscritta con il governo il 30 novembre». L'intesa prevede, oltre al depotenziamento della riforma Brunetta, aumenti medi al mese di 80 euro. Per coprirli nel triennio servono 5 miliardi di euro, aveva detto il ministro della funzione pubblica, Marianna Madia. Per finanziarli, servirebbe una manovra correttiva.


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