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La carica dei prof a spasso

Con l'organico potenziato ora andranno in cattedra

03/11/2015
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ItaliaOggi

A fronte di 8776 proposte di assunzione, sono esattamente 8525 i docenti che hanno accettato l'immissione in ruolo nella fase B del piano straordinario di assunzioni previsto dalla legge 107. Le proposte sono state rifiutate da appena 251 persone e i relativi posti saranno recuperati nella fase C, che sarà avviata nella seconda settimana di novembre. E che riguarderà 48.812 posti comuni e 6.446 posti di sostegno. I dati sono stati diffusi dal ministero giovedì scorso, contestualmente alla pubblicazione di un avviso sul sito web del dicastero di viale Trastevere (www.istruzione.it).

Nella nota l'amministrazione invita gli aspiranti docenti a stare all'erta in vista dell'imminente invio delle proposte di assunzione. E spiega che l'avviso della disponibilità sul portale istanze on line delle proposte di nomina in ruolo della fase C del piano straordinario di assunzioni, sarà visibile nella seconda settimana di novembre. Gli interessati dovranno accettare la proposta o rinunciare entro il termine perentorio di 10 giorni dalla data di pubblicazione dell'avviso. Il ministero dell'istruzione ha ricordato che la mancata accettazione entro 10 giorni produrrà gli stessi effetti della rinuncia. E dunque, comporterà la cancellazione definitiva dalle graduatorie (si veda il comma 98 dell'articolo 1 della legge 107/2015). L'amministrazione ha spiegato che gli interessati riceveranno notizia dell'esito della partecipazione alla fase C del piano straordinario di assunzioni attraverso la casella di posta elettronica indicata nella domanda. Fermo restando che, ad ogni effetto, le comunicazioni con i soggetti destinatari del piano assunzionale avverranno esclusivamente attraverso l'uso del sistema informativo.

Quanto alla ripartizione dei posti tra le varie classi di concorso, il dicastero di viale Trastevere ha reso noto le tabelle di tutte le province. Ne deriva un quadro che risente fortemente della progressiva riduzione delle cattedre di alcune discipline. Che è avvenuto nel corso degli anni per effetto della cancellazione delle ore a disposizione disposta dall'allora governo Prodi. E dall'entrata in vigore della riforma Moratti e poi Gelmini. Che hanno determinato una forte riduzione del numero delle cattedre, in generale. Basti pensare che i tagli disposti dal piano programmatico previsto dall'articolo 64 della legge 133/2008 ha determinato la cancellazione di circa 67mila cattedre. L'effetto è stato il permanere nelle graduatorie di un gran numero di aspiranti docenti delle classi di concorso che hanno maggiormente risentito delle decurtazioni di organico. Che non solo hanno visto sfumare la prospettiva dell'immissione in ruolo. Ma, specie nelle regioni meridionali, gravate anche dal calo demografico, non sono più risusciti a lavorare nemmeno con le supplenze. Ciò a fronte di uno sfoltimento delle graduatorie delle classi di concorso dove i tagli di organico si sono sentiti di meno per via del maggior numero di cattedre presenti in organico. Per esempio, la classe di concorso A043 (lettere nella scuola media) si colloca in un rapporto di 9 cattedre a 1 rispetto a classi di concorso come A033 (tecnologia), A032 (musica) e A030 (educazione fisica). E infatti nelle tabelle di ripartizione del ministero queste ultime tre classi di concorso (un po' meno A028, arte) sono rappresentate in un numero talvolta molto più elevato rispetto alla classe A043. E lo stesso fenomeno si riscontra nelle scuole superiori per altre classi di concorso di nicchia, come per esempio A019 (discipline economiche e giuridiche) e A017 (economia aziendale) dove vi sono molti esuberi.

La necessità di svuotare le graduatorie a esaurimento farà sì che molte delle richieste delle scuole rimarranno disattese (si veda Italia Oggi del 20 ottobre scorso). e che le immissioni in ruolo che saranno disposte nel mese di novembre in diversi casi riguarderanno insegnanti che hanno smesso di insegnare da diversi anni. Anche i neoassunti delle fase c) potranno far valere il diritto al differimento della presa di servizio. Pertanto, i titolari di incarico di supplenza annuale potranno accettare la proposta di immissione in ruolo e prendere servizio al 1° settembre 2016. I titolari di supplenza temporanea fino al termine delle attività didattiche, invece, dovranno prendere servizio nella nuova sede il 1° luglio 2016.


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