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ItaliaOggi: Epifani, una manovra deludente

Il segretario della Cgil, dopo la vittoria nella scuola: il sindacato è forte, niente rottura con la base.

15/12/2006
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ItaliaOggi

Troppe cose fatte tardi e male, sui precari si poteva di più

Una Finanziaria ´deludente'. E poi: ´Fatta di corsa, tardi, e dunque male'. Miglioramenti al senato, con il maxi-emendamento, ´ci sono stati. Ma non bastano'. Non bastano a far dire al segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, di essere soddisfatto della manovra 2007 del governo Prodi. Il precariato, per esempio. ´Molto è stato fatto nella scuola, con 150 mila assunzioni in tre anni, non per sanità, enti pubblici, parastato, dove si poteva fare di più. Devo esprimere il mio disappunto', esordisce Epifani, nel corso di una conferenza stampa sui risultati che il sindacato di corso d'Italia ha conseguito nelle scuole.
Si sono infatti da poco rinnovate le rappresentanze sindacali scolastiche, le rsu, e i confederali hanno portato a casa il 71% dei consensi, mentre gli autonomi, Cobas in testa, hanno perso vistosamente terreno. In sei anni, la prima elezione delle rsu c'è stata nel 2000, Cgil, Cisl e Uil hanno visto salire il consenso di oltre 9 punti percentuali. E su una platea di votanti che è arrivata a circa 900 mila lavoratori in un comparto, quello della scuola, che conta 1,1 milioni di dipendenti. Una bella prova di forza per i confederali e per la Cgil, che si conferma il primo sindacato.´Abbiamo conquistato il 33,4% dei consensi, un punto percentuale in più rispetto alla campagna di tre anni fa', spiega il segretario della Cgil scuola, Enrico Panini. E quasi dieci punti di distacco dal secondo la Cisl. ´Se ne devono fare una ragione quanti non fanno che parlare di crisi del sindacato', dice Epifani, e non è chiaro se si riferisca solo agli autonomi, che contestano la rappresentatività dei confederali, o anche alla politica. ´Non c'è nessuna disaffezione da parte dei lavoratori, i fischi di Mirafiori sono stati ingigantiti. In realtà in mattinata le due assemblee con i lavoratori erano andate bene, nel pomeriggio, con l'arrivo in sala dei Cobas, c'è stato qualche problema. Ma non c'è nessuna rottura tra la base e il sindacato. Bisognerà che si mettano il cuore in pace, il sindacato è forte e vivo'. Il voto della scuola ´conferma il grande affidamento dato dai lavoratori ai sindacati confederali. È un voto inequivocabile che premia Cgil Cisl e Uil e boccia tutti gli altri. È la conferma forte di quali radici e quale consenso ha la Cgil nel mondo del lavoro'. E dall'alto di quel consenso, Epifani bacchetta Prodi e il suo governo per la gestione della Finanziaria. ´Ci aspettavamo di più, per sanità, enti locali e parastato, per esempio'. Il fondo, alimentato in parte con i conti dormienti, per assumere i precari ´è insufficiente. Cose che potevano essere fatte bene e in tempo, sono state fatte male e in ritardo'. C'è poi il tavolo sulla riforma del pubblico impiego presso il ministero della riforma della pubblica amministrazione.

Davanti alla sfida di un rinnovamento profondo della burocrazia italiana, che elimini privilegi e inefficienze, che responsabilizzi i dirigenti e i dipendenti, anche differenziando i salari, Epifani dice che ´siamo disposti a una riforma profonda ma non vogliano tornare indietro rispetto alle conquiste nella difesa dei diritti dei lavoratori'. E quel patto che si sarebbe dovuto siglare la prossima settimana, a sancire la comune volontà riformista, ´non credo che sarà firmato a breve, ci sono dei problemi, abbiamo bisogno di lavorarci ancora'. Niente da ridire, invece, sul fronte dei contratti 2006/07 di 3,5 milioni di dipendenti pubblici, scaduti a dicembre scorso. L'accordo fatto con il governo, e recepito in Finanziaria, rende esigibili gli aumenti nel 2007, ma spalma le risorse in due tranche, 2007 e 2008, come precisa la relazione tecnica del Tesoro. I lavoratori, in sostanza, avranno l'aumento a cui hanno diritto per interno quando il contratto sarà già scaduto. ´Il governo ci ha assicurato che le intese saranno rinnovate tutte entro agosto, noi speriamo anche prima. I lavoratori avranno i loro aumenti, con tutti gli arretrati, dal primo giorno di vigenza del contratto, ma con un po' di ritardo. Con i problemi che la Finanziaria ha dovuto affrontare, non si poteva fare diversamente'.


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