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Buona scuola, la Consulta boccia le norme su edilizia e asili 0-6

Esplora il significato del termine: Numerosi i ricorsi presentati alla Corte costituzionale contro la riforma. La Consulta ha ritenuto le questioni non fondate, tranne in due casi: illegittima la norma che affida allo Stato le competenze sull’edilizia e sugli standard per gli asili nidoNumerosi i ricorsi presentati alla Corte costituzionale contro la riforma. La Consulta ha ritenuto le questioni non fondate, tranne in due casi: illegittima la norma che affida allo Stato le competenze sull'edilizia e sugli standard per gli asili nido

23/12/2016
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Corriere della sera

Valentina Santarpia

La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittime due norme della legge sulla Buona scuola: quella che affida competenze statali nell’ambito dell'edilizia scolastica e degli interventi di riqualificazione architettonica, impiantistica e tecnologica, senza prevedere che la ripartizione delle risorse sia fatta dopo aver sentito la Conferenza unificata Stato-Regioni; e quella sull'individuazione degli standard strutturali degli asili nido, su cui pure la Corte ha riconosciuto una competenza regionale. La sentenza, di cui è relatore il giudice Giuliano Amato, ha invece dichiarato non fondata la gran parte dei rilievi sulla Buona Scuola che alcune Regioni avevano mosso nei loro ricorsi.

I punti chiave

In particolare, la Corte Costituzionale ha «bocciato» il punto della riforma inerente all'edilizia scolastica innovativa (articolo 1, comma 153) poiché «non prevede che il decreto del ministero dell'Istruzione che provvede alla ripartizione delle risorse sia adottato, sentita la Conferenza unificata». L'altro punto bocciato riguarda la previsione (articolo 1, comma 181, lettera e) della delega al governo anche sui servizi della scuola dell'infanzia: «L'individuazione degli standard strutturali, organizzativi e qualitativi dei servizi educativi per l'infanzia e della scuola dell'infanzia va ricondotta alla competenza del legislatore regionale», precisano i giudici della Consulta. La Corte Costituzionale ha invece dichiarato non fondate le numerose questioni sollevate su altri punti della legge, quali i poteri del dirigente scolastico, l'offerta formativa dei percorsi di istruzione e formazione professionale - la cui definizione, prevede la legge, spetta al Miur - le linee guida per favorire le misure di promozione degli istituti tecnici, e i ruoli del personale docente «articolati in ambiti territoriali», la cui ampiezza viene definita dagli uffici scolastici regionali, su indicazione del ministero.

Puglisi: «Non c'è incostituzionalità»

La questione ora è se la decisione della Corte rischia di far slittare ancora i tempi delle deleghe (in scadenza il 15 gennaio) previste dalla legge della Buona Scuola, che dovranno essere riscritte nelle parti modificate dalla Consulta, soprattutto per quanto riguarda il disegno di legge ormai pronto sullo 0-6, che rientra appunto nella delega al governo della 107 sugli asili nido e la scuola dell'infanzia. Non la pensa così Francesca Puglisi che non crede ci sia il rischio, come invece è avvenuto per la riforma Madia, di farle scadere.«A parte che la delega ormai è già pronta- dice Francesca Puglisi, senatrice Pd e anima del disegno di legge- ma secondo me è del tutto legittima perché disegna solo i livelli di qualità e le norme generali, lasciando a Regioni e Comuni l'organizzazione dei servizi. L'altra cosa importante è che prevede che prima di adottare gli standard ci siano intese con gli organi locali, quindi non vedo alcuna incostituzionalità»


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