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Atenei, la riforma in Aula Alta tensione in tutta Italia

Il rettore di Firenze: niente lezioni. Gelmini: difende i privilegi

30/11/2010
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La Stampa
FLAVIA AMABILE ROMA

Concorsi più severi Marcia indietro sull’emendamento della relatrice che «annacquava» la selezione

Sarà davvero oggi la giornata decisiva per la riforma universitaria? L’aula di Montecitorio riprenderà l’esame alle 10 dall’articolo 18 bis (in tutto sono 25) e dovrebbe arrivare al voto finale entro le 20. L’Assemblea deve ancora votare un centinaio di emendamenti, compresi quelli accantonati.

Prima della seduta, si riunirà il Comitato dei nove per mettere a punto la riformulazione di alcuni emendamenti. Il governo è corso ieri ai ripari sulle norme che prevedevano la sostituzione dei voti con dei giudizi e l’introduzione del tetto massimo sulle pubblicazioni nei futuri concorsi, come denunciato oggi dalla Stampa. Era un evidente tentativo di annacquamento che recava anche la firma della relatrice, Paola Frassinetti del Pdl e che ha provocato le ferme proteste dell’Apri, l’Associazione dei precari della ricerca italiani.

La nuova formulazione prevede l’introduzione di una «short list», cioè di una lista ristretta di candidati, selezionati preliminarmente, che saranno poi invitati al colloquio orale come accade anche all'estero. A questa lista ristretta partecipa una percentuale compresa tra il 10% e il 20% dei candidati totali, comunque non meno di 5. Vi saranno di nuovo i punteggi numerici per i titoli e per ciascuna pubblicazione presentata dai candidati e le domande potranno essere inviate in via telematica, come avviene anche in questo caso all’estero. Quest’ultima novità renderà finalmente più interessanti le selezioni perché eviterà a chi partecipa di sobbarcarsi ai costi per fotocopie e raccomandate, piuttosto pesanti soprattutto per chi risiede fuori dell’Italia. Il nuovo testo soddisfa l’Apri che ha visto in questo modo accolte tre sue proposte. Resta invece tutto da vedere il giudizio sul resto del ddl.

E’ ancora da trovare infatti la formulazione comune dell’emendamento anti-parentopoli. Tutti i gruppi sono d’accordo sul principio, ma l’idea dell’Idv di estendere il divieto di assunzione nella stessa università fino ai parenti di terzo grado viene considerata eccessiva. Si sta cercando un’intesa. In ogni caso, non dovrebbero esserci colpi di scena. Anche ieri il leader di Fli Gianfranco Fini ha ribadito il sì dei suoi deputati alla riforma. E pure la Lega sembra avere fretta ormai: «Lo stop alla riforma danneggerebbe il Nord» ha detto il senatore Mario Pittoni. L’Udc invece dovrebbe votare contro insieme al Pd e all’Idv. Il ministro Gelmini si è comunque augurata che alcuni dei partiti di opposizione votino a favore del ddl come già avevano fatto l’Api e l’Mpa alla fine dell’esame del Senato. Se ci sarà l’approvazione alla Camera, come dovrebbe accadere salvo imprevisti, il testo dovrà poi passare al Senato per il via libera definitivo. Ma è già previsto che venga calendarizzato.

Sono proseguite anche ieri, come annunciato, le occupazioni di tetti e monumenti in tutta Italia, e la protesta è andata anche all’estero. Gli studenti Erasmus di 19 Paesi si sono uniti contro il ddl di riforma e un gruppo di ricercatori, studenti e dottorandi italiani che lavorano al Cern di Ginevra è salito sul tetto di un edificio, dove intendono passare la notte, e seguire oggi in diretta tv quanto accadrà alla Camera.

Il rettore di Firenze, Alberto Tesi, ha chiesto ai docenti di non fare lezione oggi in segno di protesta. Dura, la risposta del ministro Gelmini: «È stato un comportamento inaccettabile e inqualificabile di chi vuole conservare i propri privilegi». Il ministero infatti ieri ha dedicato una nota per sottolineare che: «Affermare che l’Italia spende poco per l’università è falso. Il nostro Paese spende molto ma lo fa male, alimentando sprechi e privilegi non più sostenibili». E ha fornito alcuni dati: «In Italia esistono 95 università ma nel nostro Paese si laureano meno studenti che in Cile; oltre alle sedi centrali, sono state attivate più di 320 sedi distaccate nelle località più disparate, come Barcellona Pozzo di Gotto, Ozzano nell’Emilia, Priolo Gargallo; sono attivi 37 corsi di laurea con 1 solo studente e 327 facoltà con 15 iscritti; nel 2001 i corsi di laurea erano 2.444, oggi sono più che raddoppiati arrivando a 5.500. Negli altri Paesi europei, la media dei corsi di laurea è la metà».


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