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Chiamata diretta, ora si tratta.

Al preside poteri dimezzati, conterà il collegio dei docenti

03/01/2017
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Marco Nobilio

Chiamata diretta, rispunta l'ipotesi di un contratto. Lo prevede l'intesa sottoscritta il 29 dicembre scorso tra il ministero dell'istruzione e i sindacati della scuola: Cgil, Cisl, Uil e Snals (la Gilda non ha firmato). L'accordo dovrebbe essere stipulato in aggiunta al prossimo contratto sulla mobilità e dovrebbe definire «procedure e modalità per l'assegnazione alle scuole dei docenti assegnati agli ambiti, sulla base di scelte che valorizzino il collegio dei docenti e le sue articolazioni, in un quadro di requisiti stabiliti a livello nazionale per assicurare imparzialità e trasparenza». L'intento delle parti sembrerebbe quello di far fronte all'allarme dato dall'autorità nazionale anticorruzione con la delibera 430 del 13 aprile scorso (depositata in segreteria il 21 aprile). Secondo l'autorità guidata da Raffaele Cantone, il conferimento di incarichi a chiamata diretta da parte del dirigente scolastico rientrerebbe tra i processi a maggior rischio corruttivo per le istituzioni scolastiche. Sempre secondo l'Anac, il rischio consisterebbe «nell'attuazione di discriminazioni e favoritismi al fine di avvantaggiare o svantaggiare particolari soggetti».

Il rimedio indicato dall'autorità per prevenire o tamponare il rischio di corruzione avrebbe dovuto essere individuato nella definizione, anche attraverso la consultazione con gli organi collegiali, e pubblicazione, sul sito internet della scuola, dei criteri oggettivi per l'attribuzione di incarichi, nella diramazione di circolari esplicative dei criteri e nella pubblicazione tempestiva degli incarichi di docenza conferiti. L'eventuale contrattualizzazione della chiamata diretta potrebbe anche risolvere il problema della responsabilità penale dei dirigenti proprio in riferimento alle materie di cui dovrebbe occuparsi la contrattazione.

Fino a quando la materia continuerà ad essere regolata dalla legge, infatti, sarà astrattamente possibile, per i dirigenti scolastici, incorrere nella responsabilità penale in caso di danno ingiusto arrecato a un eventuale docente, intenzionalmente e con violazione di legge. Uno degli elementi essenziali per l'insorgenza del reato, infatti, è proprio la violazione di legge. Violazione che non sussisterebbe qualora la chiamata diretta venisse contrattualizzata (si veda la Corte di cassazione penale, sez. VI, 5026/2009). Resta da vedere se l'intento dell'intesa avrà un seguito. L'anno scorso le parti non raggiunsero l'accordo.


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