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Resto del CArlino: Il leader Cgil: «Sconcertato dalla frase dell’ex prefetto»

INTERVISTA Rosati, segretario della Camera del Lavoro

01/05/2006
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Il Resto del Carlino

di Mario Consani
MILANO — «Parole sconcertanti, quelle dell’ex prefetto Ferrante. Spero che arrivi qualche rettifica...». Parla chiaro Onorio Rosati [\FIRMA](foto Newpress), segretario generale della Camera del lavoro. E’ lui, che insieme ai colleghi di Cisl e Uil, ha invitato per oggi alla festa del Primo Maggio non solo il candidato sindaco del centrosinistra ma anche la sua rivale della Cdl, Letizia Moratti. E ora che sente Ferrante criticare duramente questa scelta («Mai visto i padroni far festa con i lavoratori», ha detto), Rosati non fa nemmeno mezzo passo indietro. Anzi.
Segretario, se le aspettava tante critiche?
«Non sono arrivate del tutto inaspettate. Ma, lo ripeto, noi ci siamo limitati a invitare alla nostra festa entrambi i candidati sindaco. Se ho trovato comprensibile la reazione negativa del nostro sindacato scuola, visto che fra l’altro la Moratti non si è nemmeno dimessa da ministro, le altre critiche non le ho proprio capite».
Molti le chiedono che c’entrava Letizia Moratti con il Primo Maggio...
«Quella di oggi è una festa che non dovrebbe essere terreno di scontro elettorale. In dieci anni di amministrazione Albertini non abbiamo mai avuto occasione di vedere il sindaco sfilare: l’invito accettato da tutti e due i candidati ci è sembrato un segnale positivo di una diversa sensibilità di entrambe le parti sui temi del lavoro. Un segnale che il confronto è possibile. E io continuo a pensare che se i toni sono bassi le diverse ragioni possono emergere, mentre nella confusione prevale l’emotività».
L’invito per oggi è un risarcimento alla Moratti per i fischi del 25 aprile?
«Ma no, che vuol dire...»
Tanto più che, anzi, oggi c’è la quasi certezza di un bis...
«Guardi, voglio lanciare un appello a chi verrà alla manifestazione. Questa è la nostra festa, perciò invitiamo tutti a mantenere un atteggiamento serio e pacato. Contestazioni ci potranno anche essere, ma devono essere civili, non si può dare spazio all’intolleranza».
Anche dalla Cgil lombarda, comunque, arriva il disappunto per l’invito alla Moratti. Per non parlare dei partiti della sinistra radicale.
«So benissimo che anche al nostro interno ci sono posizioni differenti, vorrà dire che apriremo una discussione su questo».
Sia sincero. Viste le reazioni di questi ultimi giorni, lo rifarebbe l’invito alla Moratti?
«Sappia che io sono un riformista, dunque ho un mio modo ben preciso di pensare e di vedere le questioni sindacali e politiche: questo invito si inserisce perfettamente nel percorso delle mie scelte. Non è stata certo una decisione estemporanea».
Lo rifarebbe.


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