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Repubblica: 1° maggio, scontro Ferrante-Moratti

"I padroni non sfilano con i lavoratori". La replica: "Lavoro da quando ho 18 anni"

30/04/2006
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la Repubblica

ANDREA MONTANARI

MILANO - Bruno Ferrante, candidato sindaco dell´Unione a Milano, attacca Letizia Moratti, in corsa per la Casa delle Libertà, invitata dalla Camera del lavoro alla manifestazione del Primo maggio. «È una provocazione - dice -. Se partecipa, certo si prende i fischi. Non ho mai visto i padroni sfilare con i lavoratori». Pronta la replica del ministro dell´Istruzione uscente: «Lavoro da quando ho diciott´anni. Studiavo e lavoravo. L´ho sempre fatto, tranne qualche giorno, quando sono stata in maternità. Ringrazio i sindacati che mi hanno invitata e parteciperò alla manifestazione anche per riconoscere il loro ruolo fondamentale di intermediari in un momento in cui la politica, invece, è così divisa». Controreplica dell´ex prefetto: «Lei è una padrona. Non vedo cosa abbia a che fare con la festa dei lavoratori».
Parole che hanno spiazzato perfino il segretario generale della Cgil milanese Onorio Rosati, autore dell´invito ai due candidati anche a nome di Cisl e Uil. «Insisto - ha precisato ieri dopo il duro botta e risposta tra i due - Abbiamo invitato i due candidati sindaci, non il padrone né l´ex prefetto». Una replica che evidenzia tutto l´imbarazzo del sindacato che ora teme un nuovo giorno di tensione dopo le contestazioni e le polemiche seguite alla manifestazione del 25 Aprile. Un corteo, al quale, tra l´altro, secondo l´ex prefetto, la Moratti non avrebbe neppure dovuto partecipare: «La mia avversaria ha appena stretto un´alleanza politico elettorale con gli impresentabili dell´estrema destra (Azione sociale e Fiamma tricolore-ndr)».
Imbarazzate anche le reazioni di Cisl e Uil milanesi. Ma la presenza al corteo del ministro dell´Istruzione uscente divide in particolare la Cgil. Per protesta, i rappresentanti della scuola diserteranno il corteo. E la componente vicina a Rifondazione comunista non salirà sul palco. Mentre Retescuola ha lanciato un appello «rivendicando il diritto democratico al fischio come espressione del dissenso popolare», e si presenterà con migliaia di fischietti. Protestano anche i lavoratori della comunicazione e i metalmeccanici della Fiom. «Non capisco cosa ci guadagni la Cgil e il centrosinistra a invitare al corteo la Moratti a poche settimane dalle elezioni - si chiede la segretaria generale delle tute blu milanesi Maria Sciancati - . Io non la fischierò, non lo faccio mai. La ignorerò, come spero faranno tutti». Il verde Paolo Cento, invece, avverte: «Abbia buon senso: rinunci». Parole che non fanno presagire nulla di buono. In ogni caso, gli staff dei due candidati e gli organizzatori hanno concordato un percorso protetto. E al ministro, che non dovrebbe salire sul palco di piazza Duomo, sarà garantita, se necessario, un´"uscita di sicurezza" dal corteo.


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