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Messaggero Veneto-Istituti tecnici, no alla riforma

La Cisl è contro la creazione di otto licei e contesta l'orario settimanale ridotto alle superiori I sindacati: "Così c'è il rischio di creare esuberi tra i prof" "Istituti tecnici, no...

15/12/2004
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MessaggeroVeneto

La Cisl è contro la creazione di otto licei e contesta l'orario settimanale ridotto alle superiori
I sindacati: "Così c'è il rischio di creare esuberi tra i prof"
"Istituti tecnici, no alla riforma"
La Cgil: sbagliato trasferire i professionali alla Regione


"No" al passaggio delle competenze sugli istituti professionali alle Regioni. La riforma delle scuole superiori non piace alla Cgil-scuola che boccia lo schema di decreto non ancora reso ufficialmente noto dal ministero.
Il progetto messo a punto dal ministero dell'Istruzione prevede il passaggio alle Regioni della competenza sull'istruzione professionale, vale a dire gli istituti, i dirigenti, i docenti, il personale Ata e i curricula. Lo stesso decreto elimina gli istituti tecnici per caratterizzarli in otto licei: artistico, classico, economico, linguistico, scientifico, tecnologico, scienze umane e musicale dove, complessivamente, sarà attivata una ventina di indirizzi.
Secondo il piano ministeriale, che delinea una vera e proprio rivoluzione nell'organizzazione scolastica, i laboratori utilizzati finora dagli studenti iscritti negli istituti tecnici saranno destinati a scomparire, mentre le ore dedicate alle materie tecniche e scientifiche subiranno una brusca riduzione. "In questo modo verrà meno un patrimonio storico di competenze tecniche e professionali" sostiene il segretario della Cgil-scuola, Antonio Luongo, secondo il quale resta da capire come sarà utilizzato il personale in esubero che si creerà per effetto della riduzione dell'orario obbligatorio (nei licei al posto delle attuali 36 ore settimanali obbligatorie sono previste 27 ore più 5 o 6 facoltative) e del ridimensionamento degli insegnanti dell'area scientifica e tecnologica.
"Il nostro governo '#8211; insiste Luongo '#8211; riduce il tempo scuola, taglia le risorse all'istruzione e non crea le condizioni per sostenere lo sviluppo civile, sociale ed economico del Paese visto che riduce il livello di conoscenza e competenza dei giovani".
Diverso l'atteggiamento della Cisl-scuola che prima di esprimersi sulla riforma della scuola superiore preferisce leggere la bozza di decreto. "Troppi '#8211; sottolinea il segretario regionale Antonio Bassi '#8211; sono i vuoti da riempire e il semplice riferimento alla novità dell'insegnamento della filosofia e della seconda lingua in tutti i percorsi non configurano la reale connotazione dei cosiddetti licei". La Cisl-scuola, in effetti, esprime la sua preoccupazione per una serie di nodi che rischia di rimanere tale. Tra questi "il sistema delle 'passerelle' tra istruzione e formazione professionale e i piani di studio tra i vari percorsi che rendano reale la possibilità di transitare da un liceo a un altro, sia di diverso indirizzo sia tra quelli non connotati da un preciso indirizzo".


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