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Le rilevazioni di Eduscopio sbagliate e pericolose. Alimentano sfiducia nel sistema pubblico dell’istruzione

Comunicato stampa della Federazione lavoratori della Conoscenza CGIL

11/11/2021
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Roma, 11 novembre 2021 - La scuola italiana è assillata già da mille problemi strutturali, ai quali il personale tutto, meritoriamente, cerca di porre soluzioni ogni ora del giorno. Stilare graduatorie di presunto “merito” mentre si cerca di uscire con estrema fatica dai limiti e dai problemi posti dalla pandemia è un esercizio non solo in sé sbagliato ma soprattutto pericoloso. Quelle graduatorie, che sembrano oggettive, ma non lo sono, nei fatti potrebbero alimentare disuguaglianze già profonde tra istituti, territori, regioni. E soprattutto, rischiano di incoraggiare forme di sfiducia verso l’intero sistema scolastico pubblico. Ecco perché non siamo mai stati convinti delle graduatorie “di merito”, sia degli istituti scolastici che degli atenei. Certo, le graduatorie sanno attrarre qualche articolo di giornale e la curiosità delle famiglie, ma proprio per questo sono pericolose.

Il nostro giudizio critico cade anche sulle ultime rilevazioni di Eduscopio, un’organizzazione che fa capo alla Fondazione Agnelli. Riteniamo lo strumento di Eduscopio pericoloso, perché sostiene una politica scolastica asservita al mercato e del tutto allineata con i modelli di school choice presenti, con evidenti disastri pedagogici, in altri Paesi. La FLC CGIL contesta sia la possibilità di determinare i percorsi scolastici degli alunni attraverso una visione classista delle istituzioni scolastiche, secondo la quale alcune sono indicate per la prosecuzione degli studi universitari ed altre invece per l’orientamento al mondo del lavoro, sia la rappresentazione gerarchizzata delle scuole. La riduzione delle pratiche scolastiche e dell’enorme lavoro svolto dal personale scolastico in un momento delicato della crescita delle alunne e degli alunni a graduatorie e numeri è svilente e surrettiziamente funzionale a piegare la pedagogia e la didattica ai bisogni del mercato: noi contrastiamo questa logica di “capitale umano” che riduce gli spazi democratici di scelta e propone disastrosi modelli preconfezionati.

Inoltre contestiamo l’idea di poter avanzare in questo modo una valutazione delle scuole e degli insegnanti: è ora di archiviare la fallimentare tirannia di numeri ed algoritmi con i quali si vuole far passare strumentalmente l’idea di insegnanti poco preparati e scuole inadeguate. Riteniamo che si debba invece aprire una stagione di riflessione più ampia per rilanciare e rivalutare il ruolo sociale della scuola e del personale scolastico, attraverso investimenti di risorse e avanzamenti sul piano delle politiche scolastiche.

Basta graduatorie, basta propaganda: affrontiamo le difficoltà politicamente, in modo serio e concreto, a partire dalla prossima Legge di Bilancio, assicurando investimenti su tempo scuola, per la formazione e il potenziamento degli organici, in modo da avviare finalmente la trattativa per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del comparto Istruzione e Ricerca.