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Collaboratori ed esperti linguistici, categoria di importanza strategica per il sistema universitario italiano

Ancora una volta discriminati nella trattativa per il rinnovo del Contratto nazionale di lavoro. L' Ordine del giorno della FLC CGIL.

22/02/2018
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La Federazione dei Lavoratori della Conoscenza CGIL riteneva che ci fossero tutte le condizioni affinché il primo Contratto Istruzione e Ricerca potesse essere l’occasione giusta per una svolta riguardo la situazione degli insegnanti universitari di madrelingua (lettori e collaboratori linguistici di madrelingua), e se ciò non è avvenuto la responsabilità ricade sull’atteggiamento di chiusura tenuto dal rappresentante del MIUR in occasione dell’ultima riunione di trattativa per il rinnovo del Contratto nazionale di lavoro, che ha disatteso quanto pazientemente costruito nei mesi precedenti. Infatti le novità legislative sugli ex-lettori e il confronto al MIUR prima del rinnovo del contratto, avevano portato all’Atto di Indirizzo del Governo all’ARAN del 19.10.17 che aveva indicato come obbiettivo del rinnovo CCNL una soluzione organica delle problematiche attinenti alle mansioni e al trattamento economico dei CEL di cui all’art51 del CCNL 21.5.1996 assunti dopo la contrattualizzazione del relativo rapporto di lavoro”: tutto ciò è stato clamorosamente disatteso!

La definizione del profilo professionale di questa strategica categoria di insegnanti e la soluzione al loro trattamento economico sono quindi state di nuovo rinviate, come già avvenuto in occasione dei rinnovi dei CCNL dal 1996 ad oggi. Se ne occuperà una Commissione paritetica, istituita dal CCNL, che dovrà esaminare l’intera materia insieme ad un corposo ed impegnativo “pacchetto” di questioni irrisolte riguardanti il resto del personale contrattualizzato.

Sul piano economico la richiesta era chiara. L’unica soluzione definitiva, che avrebbe chiuso il ciclo infinto di contenziosi, era quella di recepire il parametro economico del ricercatore confermato a tempo definito come previsto dalla Legge 20 novembre 2017 n. 167 art. 11 (Legge europea) per gli ex Lettori assunti ai sensi della L. 382/80, dal momento che i CEL assunti ai sensi della L. 236/95 svolgono esattamente la stessa attività di insegnamento delle lingue nelle Università italiane. Le risorse economiche necessarie per sanare la questione sarebbero state relativamente poche per una piccola ma essenziale categoria di lavoratori (solo ca. 1.000 CEL più ca. 500 ex lettori già sistemati dalla Legge europea), considerato anche che, in base agli accordi integrativi sottoscritti in molte università, il trattamento economico complessivo della categoria risulta essere superiore rispetto al tabellare contrattuale che, oltretutto, anche in questa tornata contrattuale è fortemente penalizzato con un aumento mensile di appena 42 euro che, indennità di perequazione una tantum fino al dicembre 2018 compresa, arriva a 72 euro al mese, circa 10 euro in meno rispetto al valore minimo di aumento degli altri lavoratori del comparto.

Ma se l’aspetto economico poteva rappresentare dei problemi per le esigue risorse a disposizione, anche se, come detto, a nostro avviso facilmente superabili, non ci sono scusanti di nessun tipo per quanto successo sulla parte normativa! Infatti sul mansionario del profilo professionale, quando sembrava risolto il problema attraverso l’acquisizione della proposta sindacale, all’improvviso, durante la notte della non-stop, in maniera inspiegabile, vi è stato un repentino dietro-front dell’ARAN che ha rimesso tutto in discussione presentando un testo segnato dalla mancanza di ogni riferimento all’insegnamento, alla didattica e alle commissioni di esami.

Queste attività erano state derubricate sotto la voce “esercitazioni linguistiche” con l’intento di caratterizzare il profilo come “esercitatore”, nascondendo così la realtà, il fatto che questi lavoratori svolgono un’attività prevalentemente di didattica nell’insegnamento delle lingue!

La FLC CGIL, ha ritenuto inaccettabile questa “nuova” proposta e, considerato anche l’atteggiamento di totale chiusura del rappresentante del MIUR e dell’ARAN, dopo essersi consultata con le altre Organizzazioni sindacali, ha chiesto il rinvio di tutta la materia alla Commissione paritetica. Una amara decisione e la constatazione del permanere di questa chiusura irrazionale di una parte del mondo accademico che oltre a discriminare questa categoria di lavoratori, determina il permanere della crisi dell’insegnamento linguistico nei nostri Atenei, con l’Italia stabilmente in fondo a tutte le classifiche europee per le competenze linguistiche dei propri studenti.

La FLC CGIL ribadisce il proprio impegno a sostenere una soluzione equa e dignitosa per gli ex Lettoti/CEL e a dedicare tutti i propri sforzi all’interno della Commissione paritetica prevista dal nuovo CCNL per ottenere nel contratto nazionale il riconoscimento del profilo di insegnante universitario di madrelingua, con il trattamento economico del ricercatore confermato a tempo definito (come previsto dalla L. 63/04 e dalla L. 167/17).