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La posizione della FLC CGIL sugli statuti di Ateneo

In tutte le Università si è concluso o si sta concludendo l’iter per l’approvazione dei nuovi statuti. Domenico Pantaleo scrive al Ministro Gelmini.

06/06/2011
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In tutte le Università italiane si è ormai giunti o si sta per giungere alla fine del percorso di elaborazione ed approvazione dei nuovi Statuti di Ateneo, così come prescritto dalla L. 240/10. Leggi la lettera inviata al Ministro Gelmini.

Come abbiamo fin dal principio sostenuto, secondo noi i nuovi Statuti devono innanzitutto porsi l'obiettivo dell'espansione della partecipazione democratica di tutte le componenti la comunità accademica, nonché della trasparenza dei processi decisionali.

Purtroppo, nel nuovo modello di governance delineato dalla legge Gelmini è evidente un impianto finalizzato alla riduzione degli spazi democratici e a un accentramento verticistico del potere. In particolare, ciò si evince dalla possibilità lasciata ai Rettori di nominare CdA e Presidenti delle nuove strutture di raccordo (le Scuole), dalle prerogative attribuite a soggetti esterni portatori di interessi, dalla riduzione dei poteri decisionali e di controllo dei Senati Accademici (unici organi rappresentativi a livello di Ateneo), dalla non esplicita individuazione di un criterio di rappresentanza per fasce nella composizione degli organi.

Attraverso la lettura delle prime versioni definitive di Statuto prodotte dalle Università, si evince come quello della legge sia l'impianto assunto anche da alcuni Atenei: accentramento di poteri nelle mani di Rettori e CdA, e riduzione della rappresentanza e della partecipazione della comunità accademica in tutte le sue componenti.

Anche per questo motivo, come FLC CGIL invitiamo, di fronte ad elementi statutari che palesemente inficiano i principi di democraticità e di autogoverno che fino ad oggi hanno governato le nostre Università, a costruire e a sostenere forme di consultazione ampia di tutto il personale degli Atenei -strutturato e non, sulle principali criticità presenti all'interno delle bozze definitive dei nuovi Statuti.

Tale invito è rivolto innanzitutto ai Rettori, in quanto siamo convinti che una condivisione ampia delle nuove regole comuni che governeranno l'Università d'ora in avanti non possa che andare a beneficio di un Ateneo tutto, della sua capacità di autogovernarsi e di essere comunità di pari che ha come principale obiettivo quello della libera produzione e trasmissione di saperi e conoscenza.

Tuttavia, qualora simili richieste di consultazione non fossero accolte dai Rettori e dai massimi organi di rappresentanza degli Atenei, invitiamo tutte le altre organizzazioni sindacali, le associazioni e i soggetti presenti nelle Università a promuovere insieme a noi forme di consultazione auto-organizzate, al fine di ribadire la volontà imprescindibile di democrazia e partecipazione presente nell'Università italiana.

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Roma, 8 giugno 2011

On.le Mariastella Gelmini
Ministro dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca

Prof. Andrea Lenzi
Presidente del Consiglio Universitario Nazionale

Prof. Marco Mancini
Presidente della Conferenza dei Rettori delle
Università Italiane

Mattia Sogaro
Presidente del Consiglio Nazionale Studenti Universitari

Loro Sedi

Oggetto: università e statuti di autonomia

Signor Ministro,
il percorso di ridefinizione degli statuti delle nostre università si avvia, ormai, alla sua fase conclusiva, determinata anche dalla prossima scadenza del termine assegnato agli atenei per riconsiderare la loro struttura di governo e la loro organizzazione didattica e scientifica.

Un appuntamento tanto impegnativo per tutto il nostro sistema universitario avrebbe richiesto, e richiederebbe, a nostro avviso, attenzione, discussione, partecipazione e collaborazione costruttiva da parte di tutte le componenti universitarie, e le loro rappresentanze istituzionali e sociali, per consentire anche all'opinione pubblica di acquisire consapevolezza e sensibilità per determinazioni in grado di incidere in misura assai rilevante sul futuro del Paese e delle sue giovani generazioni.

Del resto, anche il Presidente della Repubblica, si ricorderà, all'atto della promulgazione della legge, aveva auspicato che sugli sviluppi della complessa fase attuativa del provvedimento, il governo ricercasse un costruttivo confronto con tutte le parti interessate.

Necessaria premessa per qualsiasi ipotesi di costruttivo dialogo e collaborazione positiva è tuttavia la conoscenza tempestiva e compiuta dei processi decisionali e delle loro motivazioni. Avremmo per questo ritenuto utile e doveroso poter seguire, presso tutte le sedi universitarie, il progresso dei lavori relativi alle novità che si propongono e alle ragioni delle scelte. In altri termini, ci saremmo attesi di poter leggere sui siti di tutti gli Atenei, i documenti e le discussioni finalizzate alla redazione dei nuovi statuti.

Purtroppo, e con disappunto, constatiamo, al contrario, che ciò non è avvenuto e non avviene nella maggioranza delle Università e che, tranne qualche meritoria eccezione, sui siti esplorati, si rinvengono tante notizie di dettaglio, senz'altro apprezzabili e dovute per la trasparenza dell'azione di qualsiasi soggetto pubblico, ma stridenti con l'assenza totale di qualsiasi informazione sull'aspetto più importante e interessante della vita accademica di questa fase storica.

La ricerca di un'incomprensibile e inammissibile riservatezza su lavori tanto delicati, è peraltro sintomo di un approccio culturale della gestione della cosa pubblica che non può essere condiviso e passivamente tollerato da chi, come chi scrive, della “casa di vetro” dell'apparato pubblico è da sempre
tenace e convinto assertore. Ma su questa modalità di comportamento dell'azione pubblica siamo sicuri di poter registrare il Suo autorevole consenso insieme con quello di tutte le altre autorità in indirizzo.

Da queste considerazioni discende la pressante richiesta di un Suo tempestivo intervento nei confronti delle Università per far sì che, assecondata in quest'opera di sensibilizzazione anche dalle rappresentanze istituzionali del mondo accademico alle quali ci indirizziamo, si conformino, con convinzione e urgenza, a questa imprescindibile e legittima esigenza.

Ciò consentirà a tutti, è il nostro auspicio, di interloquire efficacemente e, ci auguriamo, utilmente per gli obiettivi di interesse generale che debbono coinvolgerci tutti, con attenta e appassionata riflessione, per delineare il migliore futuro delle nostre istituzioni accademiche. Riteniamo, inoltre, che i punti più controversi degli statuti dovrebbero essere oggetto di ampia consultazione negli atenei ciò al fine di consolidare la democraticità del percorso di approvazione e permettere il massimo coinvolgimento della comunità accademica, del personale tutto, degli studenti.

Restiamo in attesa delle Sue cortesi assicurazioni in merito.
Distinti saluti,

Il Segretario Generale FLC CGIL
Domenico Pantaleo