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Scuola primaria. Gli anticipi degli anticipi e la complessità

Indicazioni per la valutazione degli alunni e per la certificazione delle competenze nella scuola primaria e nella scuola secondaria di I grado.

28/01/2005
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Grande è l’attenzione con cui viene seguita la vicenda degli anticipi nella scuola dell’infanzia; minore attenzione viene prestata al fenomeno costituito dagli anticipatari nella scuola primaria, forse per la scarsa incidenza del fenomeno.
Secondo i dati del Miur, nell’anno scolastico in corso sono 35.516 i bambini inseriti anticipatamente nelle scuole primarie per effetto della legge 53 che consente l’iscrizione alla classe prima a chi compie i sei anni entro il 30 aprile. È noto che, nella fase transitoria, tale diritto è stato esercitato per i bambini nati entro il 28 febbraio e che, per il prossimo anno scolastico 2005/06, si potranno iscrivere alla prima classe i bambini nati entro il 31 marzo 2000. A 5 anni e sei mesi si può dunque frequentare una classe in cui, sempre per effetto della legge 53, possono essere regolarmente inseriti anche bambini di 7 anni.
Dicevamo che si tratta di un fenomeno minoritario (la media nazionale registra una percentuale di anticipatari inferiore all’1%), ma ciò nulla toglie alla problematicità che gli insegnanti si trovano ad affrontare lavorando quotidianamente con classi sempre più numerose, tempi più ristretti, minori flessibilità organizzative e minori compresenze derivanti dalla riduzione degli organici: una riduzione delle opportunità formative frutto degli effetti concomitanti della famosa “riforma” voluta da Moratti e delle leggi finanziarie che sistematicamente tagliano e penalizzano le scuole.

Ma… il peggio deve ancora venire (e chi non lo ha ancora capito, si attrezzi in fretta).
La CM 10 del 24 gennaio precisa infatti -e peggiora- una disposizione contenuta nella circolare sulla valutazione riguardo l’età degli alunni che, provenienti da scuola privata o familiare, chiedono di sostenere gli esami di idoneità per l’ammissione alle classi successive alla prima. In coerenza con la smania anticipataria escogitata per far ipoteticamente uscire i ragazzi dalla scuola superiore a 18 anni, la circolare 10 fissa al 31 marzo 2006 il termine entro cui devono compiere 6 anni coloro che intendono iscriversi alla classe seconda, 7 anni coloro che intendono frequentare la terza, 8 anni per la quarta, 9 per la quinta, 10 per la prima classe della secondaria di primo grado (per le altre classi della secondaria di primo grado le date erano già state fissate dalla CM 85/94). Il che significa che un bambino/a di 5 anni e 3/4 mesi potrà sostenere gli esami per essere ammesso alla classe seconda della scuola primaria, dato che la circolare prevede per settembre la frequenza a questa classe e dato che gli esami di idoneità si svolgono abitualmente alla fine del precedente anno scolastico. Sono facilmente immaginabili gli effetti sull’aumento della problematicità di cui si parlava poc’anzi.
Per fortuna i genitori sembrano essere più cauti del ministro, se è vero che, come ci viene da più parti segnalato, prima di iscrivere anticipatamente i figli, si consultano con docenti e dirigenti scolastici. Si preoccupano infatti di evitare che (come purtroppo in molti casi sta già succedendo) per una errata valutazione delle potenzialità dei bambini ci si trovi, alla prova dei fatti, a dover rivedere la scelta non ben ponderata e quindi a provvedere a un rientro nella scuola dell’infanzia, cosa che può avere effetti molto negativi sull’autostima, la sicurezza, la fiducia in sé e l’intraprendenza del bambino/a.

Tornando alla problematicità delle classi, non si può non affiancare le riflessioni sugli anticipi a quelle sul fenomeno opposto che, sempre in questi giorni, è stato reso noto dal Miur. Ci riferiamo all’indagine annuale sugli alunni con cittadinanza non italiana che ha evidenziato come questi siano maggiormente soggetti, rispetto ai coetanei italiani, al ritardo scolastico dovuto sia alle bocciature sia al fatto che assai frequentemente essi vengono inseriti in classi inferiori rispetto all’età anagrafica. Il fenomeno merita di essere trattato più approfonditamente; giova qui mettere in evidenza che da queste osservazioni si può ricavare che le scuole non sono messe nelle condizioni di poter governare le complessità e che a farne le spese sono i soggetti più deboli. E ancor più difficile risulterà affrontare la complessità quando (è un’ipotesi che si potrà realizzare) in una classe seconda della scuola primaria si avrà a che fare con 25 alunni, fra cui si troveranno anticipatari di 5 anni e sei mesi, tutta la gamma dei bambini fra i sei anni e mezzo e gli otto, qualche alunno non italofono di nove o più anni, qualche alunno diversamente abile. Ciascuno con le proprie peculiarità.

Se, come afferma il Miur proprio nella presentazione dell’indagine sugli alunni immigrati e come noi siamo convinti, “la scuola costituisce un laboratorio privilegiato di inclusione sociale, ed è suo obiettivo … costruire percorsi di integrazione capaci non solo di accogliere, ma anche di valorizzare tutte le persone, trasformando le diverse provenienze culturali in opportunità di formazione per tutti” e che “il successo scolastico è uno degli elementi qualitativi su cui misurare l'integrazione” , è evidente che le scuole, per governare positivamente le complessità, necessitano di precise condizioni. Basilari sono la qualità del tempo scuola e gli organici.

Roma, 28 gennaio 2005

DIPARTIMENTO PER L'ISTRUZIONE
Direzione Generale per gli Ordinamenti scolastici

Circolare ministeriale n. 10
Prot. n. 519
Roma, 24 gennaio 2005

Oggetto: Indicazioni per la valutazione degli alunni e per la certificazione delle competenze nella scuola primaria e nella scuola secondaria di I grado.

La circolare ministeriale n. 85 del 3 dicembre 2004, nel fornire istruzioni in merito all'esame di idoneità alla classe successiva, prevede, al punto E, che, per gli alunni provenienti da scuola privata o familiare, le iscrizioni agli esami di idoneità per la frequenza delle classi seconda, terza, quarta e quinta della scuola primaria e della prima classe della scuola secondaria di I grado sono consentite a coloro che abbiano compiuto o compiano, entro il 31 agosto dell'anno in cui si svolgono gli esami, rispettivamente il sesto, il settimo, l'ottavo, il nono e il decimo anno di età.

Tale termine del 31 agosto, è stato indicato per quegli alunni nei cui confronti trova applicazione, in via ordinaria, il diritto dovere alla frequenza della scuola primaria in una istituzione scolastica statale o paritaria, senza cioè che da parte dei loro genitori sia stata esercitata la facoltà di usufruire dell'istituto dell'iscrizione anticipata.
Poiché per l'anno scolastico 2005-2006, in attuazione della legge n. 53/2003 e del D.L.vo n. 59/2004, si è consentito l'anticipo delle iscrizioni degli alunni che compiono gli anni entro il 31.03.2006, risulta opportuno individuare per gli alunni che siano interessati a sostenere gli esami di idoneità, scansioni temporali coerenti con i limiti dì età consentiti per accedere alla prima classe della scuola primaria e della scuola secondaria di I grado.

Pertanto, ad integrazione di quanto previsto dalla citata circolare n. 85/2004, si comunica che il termine ultimo per il compimento del sesto, del settimo, dell'ottavo del nono e del decimo anno di età, ai fini dell'iscrizione agli esami di idoneità per la frequenza, a decorrere dal 1° settembre 2005, rispettivamente delle classi seconda, terza, quarta e quinta della scuola primaria e della prima classe della scuola secondaria di I grado, viene fissato al 31 marzo 2006.

La presente nota viene inserita nei siti web del Ministero.

Il Direttore Generale - Silvio Criscuoli

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