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Scuola: documento per la revisione delle Indicazioni Nazionali

Il documento, elaborato da una commissione di esperti, è stato presentato a Roma presso la sede della Biblioteca nazionale

03/04/2007
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La revisione delle Indicazioni Nazionali segna oggi un passaggio importante con la presentazione, presso la sede della Biblioteca nazionale, a Roma, del documento che traccia le idee base per l’elaborazione del curricolo.
Il documento è stato presentato ad un folto uditorio nel corso di un seminario organizzato dal MPI, con l’autorevole presenza di ospiti illustri: dal professor Ceruti, preside della facoltà di scienze della formazione dell’università di Bergamo, e Presidente della Commissione che ha redatto il documento presentato oggi da lui stesso, dal titolo, “ Cultura, scuola, persona. Verso le Indicazioni Nazionali per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo d’istruzione”, al prof. Edgard Morin, autorevole pensatore francese, a Roberta De Ponticelli, Edoardo Visentini.
Ha portato il suo contributo, nel corso dei lavori, il prof. Luigi Berlinguer, con un applauditissimo intervento. Le conclusioni e la chiusura del seminario sono state svolte dal Ministro della pubblica istruzione Giuseppe Fioroni.

Il documento presentato oggi si compone di 4 parti.
La prima: ” La scuola nel nuovo scenario” indica la necessità di ridurre la frammentazione e il carattere episodico delle esperienze e dei saperi che rischiano di caratterizzare la vita dei ragazzi, di fornire strumenti adatti per comprendere e mettere in relazione culture diverse, di perseguire tutti quegli obiettivi che possono contribuire a permettere l’esercizio di una cittadinanza attiva, di formare saldamente ogni persona sul piano cognitivo e culturale per affrontare in modo adeguato la mutevolezza degli scenari sociali e professionali presenti e futuri, di fornire agli studenti gli strumenti di pensiero per apprendere e selezionare le informazioni, di promuovere il successo scolastico di tutti gli studenti evitando che le differenze si trasformino in disuguaglianze.

La seconda: “ Centralità della persona” mette al centro del processo formativo la persona con l’unicità della sua rete di relazioni, la sua articolata identità, le sue capacità e la sua fragilità, dentro un contesto sociale che non è la somma di individualità ma è soggetto collettivo caratterizzato da importanti legami di gruppo, dalla classe, ai legami cooperativi fra i suoi componenti, alla gestione degli inevitabili conflitti indotti dalla socializzazione.

La terza: “ Per una nuova cittadinanza” contiene le coordinate di un’educazione fondata sulle regole del vivere e del convivere, dentro una linea formativa verticale (una formazione che continua per tutta la vita) e orizzontale (i rapporti con l’extrascuola a partire dalla famiglia, spesso in difficoltà a svolgere il suo ruolo educativo), valorizzando la relazione con culture diverse come l’opportunità per imparare meglio la relazione con gli altri senza eludere le questioni che possono creare conflitto. Insomma un’educazione alla cittadinanza unitaria e plurale fatta di conoscenza e convivenza con gli altri e la valorizzazione del nostro patrimonio di tradizioni e memorie nazionali.

La quarta: “ Per un nuovo umanesimo” contiene un invito a superare le frammentazioni culturali e disciplinari e a integrarli in nuovi quadri d’insieme, a maturare la capacità di cogliere gli aspetti essenziali dei problemi, di comprenderne le implicazioni, la capacità di valutare i limiti e le possibilità delle conoscenze, la capacità di vivere in un mondo in continuo cambiamento. Indica poi la necessità di avvalersi, nel processo educativo, delle espressioni artistiche e musicali, oltre che di attività manipolatorie, di esperimenti, gioco e narrazione, perché la via pratica alla conoscenza, attraverso le esperienze personali, precede l’astrazione dei concetti e la sensibilizzazione ai problemi più generali. A comporre il quadro concorrono parimenti sia la formazione scientifica che la formazione umanistica.

Il professor E. Morin, a partire dall’Emile di J.J.Rousseau, ha indicato la necessità di una riforma della conoscenza, del pensiero, dell’insegnare, perché i problemi globali sono disintegrati a causa della iperspecializzazione, le domande fondamentali sono frammentate in tutti i campi del sapere e dobbiamo ritrovare la capacità di riflessione e di problematizzazione.

La dott.ssa De Ponticelli ha fatto una riflessione incentrata su logica ed etica, la responsabilità nell’uso delle parole e la necessità di parlare in modo sorvegliato. Ha indicato la necessità di promuovere la cultura del rispetto rapportandoci alla realtà non solo per prendere, ma soprattutto con la meraviglia, il bene più grande che non dobbiamo uccidere.

Il prof. L. Berlinguer ha invitato ad armare i ragazzi per navigare in mare aperto, dando loro stimoli e non protezione, a far cessare il monopolio di una scuola solo verbale, ad imparare a vivere con gli altri, a educare alla responsabilità. Ha ricordato che l’autonomia non è tale se non è autonomia didattica legata alla ricerca didattica come conquista del sapere, dentro ad una coralità per la ricostruzione dei saperi

Il lavoro presentato oggi è certamente testimonianza di un’elaborazione sostenuta da spessore culturale e civile, in cui le diverse culture si integrano e si alimentano vicendevolmente.
E’ certamente una prima risposta di qualità alla troppo lunga attesa di questi mesi, in cui la trasparenza dell’informazione non ha dominato.
Il lavoro però è ancora molto lungo prima di arrivare alla stesura delle nuove Indicazioni Nazionali per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo dell’istruzione. Nel frattempo le case editrici hanno predisposto dei libri di testo sulla base di una generica indicazione proveniente da una lettera
del ministro Fioroni inviata nel mese di gennaio.
L’anno prossimo sarà dunque ancora caratterizzato da una grande incertezza dovuta alla casualità se non all’arretratezza dei libri di testo e al grande interrogativo che accompagna la stesura delle nuove Indicazioni Nazionali.
Nel frattempo è necessario che si attivi un canale di comunicazione fra il ministero e le scuole sui contenuti delle nuove Indicazioni nazionali, la partecipazione del mondo della scuola all’elaborazione di questi e la loro condivisione è un passaggio ineludibile per una vera democrazia della partecipazione.

Roma, 3 aprile 2007

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