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Esami di Stato nel Primo Ciclo di Istruzione 2021/2022: la nostra scheda di lettura

Sintesi e commento dell’ordinanza ministeriale n. 64/2022.

18/05/2022
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In vista dei prossimi adempimenti legati all’espletamento Esami di Stato nel Primo Ciclo di istruzione per l’anno scolastico 2021/2022, presentiamo una scheda di approfondimento.

L’esame si svolgerà in presenza nel periodo compreso tra il termine delle lezioni e il 30 giugno 2022; la principale novità, rispetto ai due anni precedenti, riguarda la re-introduzione delle prove scritte di italiano e matematica, mentre le competenze relative alla lingua inglese e alla seconda lingua comunitaria continueranno ad essere accertate nel corso del colloquio.

È prevista, per il solo colloquio, la possibilità dello svolgimento in videoconferenza per i candidati che dimostreranno l’impossibilità ad allontanarsi dal proprio domicilio.

Tra gli aspetti positivi, rileviamo la deroga (prevista anche per gli esami del 2020 e del 2021) alla partecipazione alla prova Invalsi come requisito di ammissione all’esame di stato.

Riteniamo che il ritorno alle prove scritte, pur rappresentando un importante tentativo di guardare al post pandemia, non possa e non debba cancellare le criticità drammaticamente emerse negli ultimi due anni e la necessità di investire sulla qualificazione dell’intero sistema scolastico, sul potenziamento dell’offerta formativa e dell’autonomia progettuale e didattica delle scuole.

Riteniamo necessario, infine, rilanciare un dibattito pubblico con il personale docente e con le organizzazioni sindacali per un ripensamento dell’intero sistema di valutazione nella direzione di una sua finalizzazione autenticamente formativa, quale atto fondamentale dell’agire didattico e soprattutto della crescita civile degli alunni.

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Scheda di lettura su ordinanza ministeriale O.M. 64 del 14 marzo 2022
Esami di Stato nel primo ciclo di istruzione per l’anno scolastico 2021/2022

Che cosa prevede l'ordinanza

Gli esami di stato nel I ciclo di istruzione si svolgeranno in presenza, nel periodo compreso tra il termine delle lezioni e il 30 giugno 2022, salvo diversa disposizione connessa all’andamento della situazione epidemiologica.

L’ammissione all’esame è subordinata alla frequenza di almeno tre quarti del monte ore annuale personalizzato, fatte salve le eventuali motivate deroghe deliberate dal collegio dei docenti, anche con riferimento alle specifiche situazioni dovute all’emergenza epidemiologica, e all’assenza della sanzione disciplinare della non ammissione all’esame di Stato.

È prevista la reintroduzione di due prove scritte, di italiano (o della lingua nella quale si svolge l’insegnamento) e logico-matematica.

L’accertamento del livello di padronanza di lingua inglese e della seconda lingua comunitaria, nonché delle competenze relative all’Educazione Civica, sarà condotto nel corso del colloquio. Non è prevista, a differenza degli ultimi due anni, la presentazione orale di un elaborato su una tematica concordata dal candidato con i docenti.

Per i percorsi a indirizzo musicale, nell’ambito del colloquio è previsto anche lo svolgimento di una prova pratica di strumento.

Per le alunne e gli alunni con disabilità possono essere predisposte prove differenziate sulla base del PEI. Ai candidati con disabilità che non si presentano all'esame di Stato viene rilasciato un attestato di credito formativo che è comunque titolo per l'iscrizione e la frequenza dei successivi gradi di istruzione

Per le alunne e gli alunni con disturbi specifici di apprendimento (DSA), lo svolgimento dell'esame di Stato è coerente con il piano didattico personalizzato predisposto dal consiglio di classe.

Per le situazioni di alunni con altri bisogni educativi speciali, formalmente individuate dal consiglio di classe, non è prevista alcuna misura dispensativa in sede di esame, mentre è assicurato l’utilizzo degli strumenti compensativi già previsti per le prove di valutazione in corso d’anno.

Il voto finale deriva dalla media, arrotondata all'unità superiore per frazioni pari o superiori a 0,5, tra il voto di ammissione e la media dei voti delle prove scritte e del colloquio. La votazione di dieci decimi può essere accompagnata dalla lode, con deliberazione assunta all'unanimità della commissione.

I candidati privatisti, che abbiano presentato domanda entro il 20 marzo, sostengono l’esame di Stato con le modalità previste per tutti gli alunni. La valutazione è espressa in decimi.

Continua ad essere sospeso il requisito della partecipazione alle prove standardizzate nazionali per l’ammissione all’esame, anche se si procede regolarmente al loro svolgimento.

Per gli studenti dei CPIA si conferma per l’a.s. 2021/2022 la validità delle disposizioni per l’a. s. 2019/2020, come disposto con nota direttoriale 8 settembre 2021, n. 21059

La nostra posizione

Riteniamo positiva la deroga (prevista anche per gli esami del 2020 e del 2021) alla partecipazione alla prova Invalsi come requisito di ammissione all’esame di stato, auspicando che questo punto sia definitivamente abrogato e si restituisca all’Invalsi il ruolo di Ente di Ricerca per l’elaborazione di dati che permettano la valutazione del sistema scolastico e non degli alunni e delle scuole in sé.

Cogliamo in questo progressivo ritorno alle procedure pre-pandemia, la volontà di riavvolgere il nastro, tuttavia lamentiamo l’assenza di un progetto che garantisca condizioni non solo di sicurezza dal punto di vista sanitario, ma di effettivo sostegno didattico e pedagogico, attraverso lo stanziamento di risorse per il potenziamento delle attività necessarie ad affrontare con serenità l’appuntamento conclusivo del primo ciclo di studi degli alunni.

Ribadiamo con convinzione il valore della prova scritta, ma siamo altrettanto convinti che le ferite della scuola non si risanino con il colpo di spugna di un’ordinanza ministeriale. È necessario riprendere in una discussione pubblica con il personale docente e con le organizzazioni sindacali in modo da rendere tutta la materia della valutazione degli alunni oggetto di un superamento della rigidità di alcune disposizioni del DPR 122/09 e del D. Lgs 62/17. Quello che manca oggi è comunque una visione ed una finalizzazione pedagogica della valutazione, atto fondamentale dell’agire didattico e soprattutto della crescita civile degli alunni.

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