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Licei e tecnici quadriennali: sperimentare per tagliare. La FLC CGIL farà ricorso

Una sperimentazione sbagliata nel merito e nel metodo.

24/10/2017
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Il tardivo incontro con i sindacati, avvenuto quando ormai era stato emanato l’avviso pubblico, si è svolto il 20 ottobre 2017 al MIUR, confermando tutti gli aspetti negativi della sperimentazione già denunciati dalla FLC CGIL.

Una sperimentazione che ha un solo scopo: risparmiare i costi di un anno di studi.

Come avevamo anticipato, la sperimentazione dei percorsi quadriennali si conferma “riservata” a quelle poche scuole che potranno dichiarare, sotto la responsabilità personale del dirigente scolastico, di possedere tutte le risorse economiche e professionali, tali da poter sperimentare l’ innovazione senza “oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato” (art. 3, lett. K), OM 820 del 18.10.2017).

A maggior riprova di ciò non si prevede nessun apporto della comunità scientifica in fase progettuale e nessuna riflessione sulla precedente sperimentazione avviata dalla Ministra Carrozza.

Abbiamo, dunque, ricordato ai nostri interlocutori ministeriali quali sono i problemi reali della scuola oggi:

  • organici inadeguati
  • disfunzioni generate dal divieto di sostituire il personale ATA assente
  • carenze edilizie che non consentono un adeguato sviluppo degli ambienti di apprendimento
  • disfunzioni generate dalle scuole prive di dirigenti e dsga titolari.

In una parola abbiamo ricordato la necessità di un investimento che ci possa avvicinare agli standard dei Paesi Ocse da cui ci separano ben 17 miliardi di spesa.

E abbiamo rammentato quali sono i punti caratterizzanti una sperimentazione vera e che invece sono totalmente assenti nella sperimentazione proposta. Facendo alcune semplici domande: quali sono i bisogni che dovrebbero orientare i singoli progetti e a cui la sperimentazione intende dare risposte? Quali sono gli esiti delle sperimentazioni dei percorsi quadriennali già autorizzati o conclusi? Quali sono state le ricadute? Qual è il miglioramento che si vuole realizzare rispetto ai percorsi quinquennali? Quali sono i miglioramenti che la sperimentazione si propone anche rispetto ai percorsi quadriennali già autorizzati? Quali sono le convinzioni scientifiche offerte alla riflessione delle istituzioni scolastiche per orientarne la progettazione e in base alle quali il MIUR è convinto dell’utilità del modello? E come sarà possibile ricondurre ad unità le cento sperimentazioni sulla base degli scarsi elementi identitari del progetto stesso contenuti nell’avviso pubblico?

Senza dire che l’altissima percentuale di cattedre scoperte non è la migliore condizione per realizzare qualsivoglia credibile sperimentazione.

La FLC CGIL auspica che il dibattito si sviluppi nelle scuole e all’interno degli organi collegiali e che arrivi dalle scuole un netto rifiuto ad aderire ad una falsa sperimentazione, sbagliata e dannosa per la scuola italiana.

Intanto, abbiamo dato mandato ai nostri legali di impugnare questa sperimentazione, che non solo è connotata da mancanza di presupposti scientifici ma che evidentemente è destinata ad aggravare le disuguaglianze sociali senza intervenire sui problemi, a partire da quello grave della dispersione scolastica.

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