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Valutazione dirigenti scolastici: la semplificazione non elimina le criticità della procedura

Ancora più significativo l’accordo raggiunto sulla disconnessione della valutazione dalla retribuzione e dalla reputazione dei dirigenti scolastici.

06/04/2018
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Dopo l’Accordo del 30 marzo che ha eliminato anche per quest’anno le ricadute della valutazione sulla retribuzione di risultato dei dirigenti scolastici, il confronto con il MIUR è proseguito il 5 aprile sulla procedura che l’amministrazione intende attivare per l’anno scolastico in corso.

Si tratta di un procedimento che si muove sulla scia del percorso già sperimentato e che presenta alcune modifiche apportate, secondo quanto indicato dall’amministrazione, per promuovere un maggiore protagonismo del dirigente scolastico, assegnando un ruolo più significativo all’interlocuzione diretta tra dirigente e nucleo.

L’obiettivo dichiarato è quello di riuscire a rilevare in modo più diretto le azioni organizzative e gestionali del dirigente scolastico, superando i limiti delle modalità di lettura “indiretta” utilizzate lo scorso anno dai nuclei con il risultato di una valutazione effettuata prevalentemente attraverso l’esame sommario dei documenti della scuola (PTOF, RAV e PdM, ecc).

Lo strumento principale della procedura resta il portfolio on line che l’amministrazione intende aprire quanto prima per consentire al dirigente scolastico tempi distesi per l’inserimento e aggiornamento dei materiali.

Dal 1 agosto il portfolio 17/18 sarà a disposizione dei nuclei per la valutazione di prima istanza al termine della quale, nei mesi di novembre e dicembre 2018, i direttori degli USR effettueranno la valutazione finale e la restituzione ai dirigenti scolastici.

Su richiesta dell’Amministrazione, le organizzazioni sindacali presenti all’incontro hanno espresso le loro valutazioni sulla proposta, riservandosi di inviare un approfondimento sui singoli aspetti illustrati.

Come FLC CGIL abbiamo ribadito che, nella prospettiva di una valutazione dei dirigenti scolastici finalizzata alla effettiva valorizzazione del loro lavoro e non ad una loro classificazione premiale, è necessario che la procedura messa in atto, per essere credibile ed efficace, intervenga su tutte le criticità rilevate lo scorso anno, più volte da noi denunciate durante gli incontri al MIUR e nei nostri comunicati.

Per dare credibilità ed efficacia alla procedura è infatti necessario rivedere completamente le modalità con cui i direttori regionali hanno reclutato i componenti dei nuclei e con cui li hanno formati; concordare (e non imporre) ai dirigenti scolastici le modalità con cui ricavare dagli obiettivi del RAV gli obiettivi dell’azione dirigenziale,  non legati all’esito delle Prove Invalsi o ai risultati di apprendimento degli alunni;  ridiscutere con i direttori regionali i piani di valutazione eliminando  obiettivi (tra l’altro non obbligatori) non pertinenti al lavoro dei dirigenti, in alcuni casi doppioni di quelli nazionali o  finalizzati a condizionarne la libertà;  eliminare i colloqui “a distanza” e i contatti fuori contesto che non consentono ai nuclei di cogliere gli elementi più significativi del lavoro dei dirigenti scolastici, non visibile nemmeno dalla lettura dei documenti della scuola.

Abbiamo evidenziato che, pur apprezzando il tentativo dell’Amministrazione di migliorare una procedura troppo complessa e spesso disorganica, gli elementi di novità illustrati non appaiono tali da garantirne l’efficacia e l’effettiva semplificazione.

L’aver valorizzato il contatto diretto tra dirigente scolastico e nucleo di valutazione attraverso la centralità riconosciuta alla visita nel procedimento di valutazione, rende anzi ancora più evidente la necessità di costruire un sistema di valutazione fondato su risorse professionali competenti e adeguate a valutare in tempi congrui tutti i dirigenti scolastici.

Con gli attuali dirigenti tecnici in servizio e la prospettiva di una loro drastica diminuzione con il venir meno delle risorse stanziate per il triennio 2016/2018 dall’art. 1, comma 94, della legge 107/2015, sarà ancora più difficile raggiungere l’obiettivo della messa a sistema di una procedura di valutazione efficace e accettata dai dirigenti scolastici.

Con la sottoscrizione dell’accordo del 30 marzo abbiamo raggiunto l’importante risultato di impedire ricadute inaccettabili degli esiti della valutazione sulla retribuzione e sulla sfera reputazionale del dirigente scolastico, sottraendo all’attuale valutazione il principale elemento di dissenso espresso dai dirigenti.

Continueremo a confrontarci con l’Amministrazione sulla procedura in atto nel prossimo incontro previsto per il 16 aprile, in attesa di riportare la valutazione dei dirigenti scolastici alla competenza del contratto.

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