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Cattedre a 18 ore: richiesta unitaria di incontro

“Ogni docente deve svolgere 18 ore di lezione frontale con gli alunni”. Lo ha scritto questo Governo nella sua seconda legge finanziaria, intimamente irridendo quelli precedenti, che non ci avevano pensato, ed indicando la via “lapalissiana” del risparmio

01/07/2003
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“Ogni docente deve svolgere 18 ore di lezione frontale con gli alunni”. Lo ha scritto questo Governo nella sua seconda legge finanziaria, intimamente irridendo quelli precedenti, che non ci avevano pensato, ed indicando la via “lapalissiana” del risparmio.

Lentamente ma inesorabilmente, nonostante il caldo e la voglia di vacanze, gli insegnanti sommergono di ordini del giorni le sedi delle organizzazioni sindacali ed il Ministero.
Il provvedimento infatti, permette di costituire i posti prescindendo dai decreti costitutivi delle cattedre. Così i dirigenti scolastici, cui è stato chiesto di esercitare la propria fantasia, hanno dovuto portare a 18 tutte le discipline, con il risultato assurdo che a settembre, in una classe, gli studenti potrebbe trovare due insegnati della stessa materia.

Anche i consigli di classi potranno avere una diversa composizione per classi parallele nella stessa scuola e per gli studenti potrebbe significare una disparità nella loro valutazione.
Infatti gli insegnamenti finora concepiti in modo unitario sono stati separati producendo una maggiore rotazione di docenti sulle classi e compromettendo le programmazioni con una casuale girandola di insegnanti.

I numeri parlano chiaro, il Ministero sostiene con questa operazione di avere “risparmiato” 1.514 cattedre. Si sono tagliati posti, ma non risparmiato soldi, come si potrebbe pensare.
Sappiamo con certezza che alle tantissime cattedre orario (quelle costituite su più scuole) si aggiungerà un mare di frazioni orarie il cui governo, in piena estate, sfuggirà ad ogni controllo.
Per queste ragioni Cgil, Cisl, Uil scuola e Snals hanno scritto al Ministro per chiedere un confronto ungente su quello che sarà il tema caldo di settembre.

Roma, 1 luglio 2003

Testo lettera unitaria

L’applicazione della norma prevista all’ art 35, comma 1, della legge 289/02 che riconduce a 18 ore tutte le cattedre di insegnamento prescindendo dagli specifici decreti costitutivi sta creando sia tra il personale docente delle scuole secondarie che tra l’utenza un clima di crescente disagio, confusione ed incertezza.
Le scriventi organizzazioni sindacali hanno denunciato tempestivamente e con nettezza i pesanti svantaggi che le previsioni della legge 289/ 03 determineranno fin dal prossimo inizio d’anno scolastico.

Nella concreta applicazione, infatti, sono sorte situazioni limite, in cui sono stati costituti posti di insegnamento ben oltre le 18 ore, lasciando nella stessa scuola, residui orari inutilizzati. Inoltre diventa problematica la gestione delle attività curriculari negli istituti professionali e tecnici, per le loro specificità ordinamentali.

Si tratta di scelte che non trovano alcun giustificato motivo organizzativo e didattico e che possono essere riequilibrate ai fini di una migliore utilizzazione didattica degli insegnanti, visto che non producono neppure risparmi.

Viene così meno quella configurazione delle cattedre che permetteva di mantenere la continuità didattica, elemento considerato sempre come proficuo ai fini dell’apprendimento; adesso invece gli studenti saranno costretti a cambiare gli insegnanti più volte nel corso del ciclo di studi, con conseguente discontinuità e frammentarietà dell’attività di insegnamento, che sarà programmabile solo nel breve periodo.

Di fronte a questa situazione ed in vista della prossima emanazione della circolare di avvio dell’anno scolastico le scriventi organizzazioni sindacali chiedono una convocazione urgente per affrontare i problemi richiamati ed individuare soluzioni che, a fronte di situazioni concrete, eliminino le distorsioni che si ripercuotono su tutta l' attività didattica e che creano di fatto le condizioni per ridurre sia la quantità che la qualità dell' offerta formativa pubblica.

In attesa di riscontro, si inviano distinti saluti

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