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Una bassa demagogia sta colpendo anche al CNR

Pubblichiamo il comunicato al personale dell'ente sulla rimodulazione della pianta organica.

27/05/2015
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In alcuni comunicati sindacali si espongono dati che, in maniera spregiudicata, vengono utilizzati per far emergere vantaggi di una parte del personale a discapito di altri. Per quanto riguarda le progressioni di carriera dei Ricercatori e Tecnologi e dei Tecnici e Amministrativi non ha senso fare un confronto, poiché esse sono completamente svincolate l’una dall’altra.

Le progressioni di carriera dei Ricercatori e Tecnologi (regolate dall’art.15 del CCNL 2002-2005) sono ferme da anni. Oltre che per le lungaggini dell’Ente (ampiamente denunciate dalla FLC CGIL) e per una vertenza avviata da alcuni lavoratori che hanno impugnato i bandi (emanati nel 2013 con decorrenza  1/1/2010), soprattutto a causa di due pesanti vincoli imposti dai Ministeri vigilanti.

Il primo, di natura economica, che consiste nell’obbligo di finanziare le procedure concorsuali a valere sulle risorse del turn over. Ovvero i passaggi di livello I-III assorbono le medesime risorse utili per il reclutamento, creando difficoltà per i precari dell’Ente che vedono ancor di più allontanarsi le legittime opportunità per un lavoro stabile. Risorse dapprima ridotte dell’80% dal Dl 78/10, poi portate al 50% dalla Legge 90/2014 e che solo nel 2018 si auspica possano arrivare al 100%.

Il secondo, di natura giuridica, che mette in discussione lo stesso art. 15: i livelli I-III non vengono riconosciuti facenti parte di un unico profilo, poiché è ancora permesso l’accesso dall’esterno al II livello (primo Ricercatore/Tecnologo), mentre di norma l’accesso dall’esterno ad un’area professionale è consentita solo al livello base del profilo (solo in casi eccezionali a quello più alto). Di conseguenza, in base a quanto stabilito dal D.Lgs. 150/2009 (Legge Brunetta), le progressioni di carriera dei livelli I-III non sono più realizzabili attraverso concorsi interni, ma solo mediante concorsi pubblici in cui sia prevista la riserva (non superiore al 50% dei posti disponibili) al Personale interno inquadrato nel livello inferiore.

Quindi, se fino a ieri per espletare l’art. 15 era necessario prevedere solo le risorse che andavano a finanziare i differenziali dello stipendio dei due livelli, oggi è indispensabile prevedere, sempre a valere sulle risorse del turn over, il costo complessivo del livello da occupare.

Ed ecco spiegate le ragioni dei numeri esigui previsti nella proposta di rimodulazione del Piano di Fabbisogno del CNR 2015-2017, una ventina di posti per Dirigente di Ricerca I livello e una quarantina per I° Ricercatore II livello, con riserva del 50%.

La FLC CGIL, in occasione del rinnovo contrattuale, si è fortemente battuta perché l’accesso al II livello fosse realizzato solo con procedura interna. E’ storia!

Così come è storia che la FLC CGIL, allora da sola, si è opposta contro la legge Brunetta e contro tutti gli interventi di contenimento della spesa pubblica che, per anni, hanno bloccato le fasce stipendiali e i rinnovi contrattuali.

Ciò mentre altri pensavano a chiedere che le risorse provenienti dal reclutamento straordinario previsto dalla Legge 296/2006 (finanziamento straordinario Mussi) fossero utilizzate anche per concorsi per Primo Ricercatore e Dirigente di Ricerca.

E’ chiaro quindi che la carriera dei Ricercatori e Tecnologi è stata ed è fortemente condizionata, non certo dalla mancanza di disponibilità in pianta organica, ma, dalla Legge Brunetta e dalla mancanza di risorse economiche.

Inoltre, ricordiamo per chiarezza, che la FLC CGIL non firmò il secondo biennio dell’ultimo CCNL 2008/2009, sia per l’esiguità degli aumenti stipendiali giudicati irrisori, sia per l’assenza di risorse aggiuntive per il reclutamento e per le progressioni di carriera. 

Altri lo firmarono. E anche questa è storia!

Oggi si vedono i risultati: stipendi bassi e progressioni inesistenti.

La rimodulazione si è resa necessaria per il rilievo mosso dalla Funzione Pubblica che obbliga l’Ente a prevedere posti liberi in Pianta Organica all’atto della pubblicazione dei Bandi.

L’Amministrazione ha proposto un riequilibrio della P.O., tuttora in discussione, tenendo conto che, per quanto detto sopra, potranno essere utilizzati “solo” una decina di posti di Dirigente di Ricerca a fronte dei circa 250 attualmente vacanti. Tali posti resteranno ancora vacanti ora e nel prossimo futuro se non ci sarà il rinnovo contrattuale e specifiche risorse in Bilancio.

Nello specifico della rimodulazione della P.O. del CNR, una quota consistente di tale rimodulazione (circa il 75%) genera circa 300 vacanze sul III livello di Ricercatore, necessarie per il reclutamento. Solo una quota minoritaria va a generare vacanze nei profili IV-VIII che consentirà le progressioni di livello per Tecnici e Amministrativi, tra l’altro finanziate interamente  a valere sul Fondo del salario accessorio, ovvero di quel salario destinato a finanziare le voci quali turni, straordinario, produttività ecc. degli stessi Tecnici e Amministrativi.

Questo è il quadro della situazione,  al di là di una spregiudicata demagogia che cerca consenso contrapponendo il personale dell’Ente, gli uni contro gli altri.

La FLC CGIL, sindacato confederale generale, non lo consentirà e sarà in campo per difendere i diritti di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori.

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