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Niente di nuovo al CNR, ma soprattutto niente di buono

Il CdA nomina le commissioni per scegliere parte dei nuovi direttori d’istituto. La FLC chiede un intervento urgente del Ministro

04/12/2006
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A seguito di una discussione preliminare avuta lo scorso 22 novembre, il Consiglio d’Amministrazione del CNR s’appresta a nominare le commissioni di selezione dei Direttori per parte degli Istituti della rete scientifica, proseguendo sulla via tracciata dalla riforma Moratti. A riguardo, nove mesi fa, immediatamente dopo la conferma dei primi sessantasette Istituti, la FLC CGIL osservava come, a più di due anni e mezzo dall’entrata in vigore del decreto, oltre l’ottanta per cento del personale di ricerca operasse in istituti che, complessivamente, offrono una capacità di ricerca complessiva adeguata.
Gli stessi indici numerici, ancora alquanto misteriosi, utilizzati in luogo di criteri di valutazione riconobbero negli Istituti dell’Ente strutture di ricerca di elevata qualificazione, aventi capacità di ricerca complessiva adeguata in grado di consentire una cooperazione con analoghe strutture di livello internazionale.

Nello stesso tempo, lo scorso 1 dicembre, a seguito dell’ordine del giorno del Senato, il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge per il conferimento al Governo di una delega a riordinare gli enti pubblici di ricerca non strumentali vigilati dal Ministero, con l’obiettivo di rilanciare, promuovere, sostenere e razionalizzare le attività del settore.
Dopo mesi, finalmente il Governo ha individuato lo strumento con il quale correggere gli effetti delle riforme Moratti sugli enti, in conformità a indirizzi parlamentari espressi in tal senso e nel rigoroso rispetto della loro autonomia costituzionalmente garantita (come afferma il comunicato stampa del 1 dicembre del Governo).
La FLC Cgil non può che apprezzare che le successive approvazioni garantiscano l’utilizzo di strumenti congrui per intervenire su materie complesse che, oltretutto, godono di tutele costituzionali, ed auspica che la via che il Governo s’avvia a percorrere sia accompagnata dal coinvolgimento della comunità scientifica e dal colloquio con le organizzazioni sindacali.

Alla luce di quanto l’esecutivo s’appresta ad avviare, la decisione dell’organo di governo del CNR appare, a dir poco, assolutamente inopportuna. Infatti, Presidente e Consiglio d’amministrazione manifestano l’intenzione di consolidare una struttura che potrebbe essere posta in discussione entro pochi mesi.
La FLC dichiara ancora una volta la propria totale contrarietà a questo modello, verticistico e gerarchico, con numerosi livelli di capi che annullano qualunque autonomia della ricerca e che nulla ha a che fare con le modalità con cui in tutti gli altri Paesi sono organizzati gli enti di ricerca.

Sulla nomina delle commissioni, che dovrebbero individuare terne di possibili direttori nell’ambito delle quali saranno, ancora una volta, Presidente e CdA ad operare la scelta, la FLC:

  • ritiene che ciò determini una sorta di vicariato indefinito che manterrà stabile, insieme alle altre nomine già effettuate, (direttori di dipartimento, responsabili di progetto), proprio quel modello organizzativo che, insieme alla comunità scientifica, riteniamo inadeguato;

  • denuncia l’ennesimo atto compiuto al di fuori di un reale coinvolgimento della componente scientifica dell’ente;

  • considera inaccettabile che le commissioni siano state scelte proprio quando il Governo si appresta ad operare sul riordino degli enti sulla base di principi ortogonali a quelli che hanno determinato l’attuale organizzazione del CNR.

La FLC, che tempo fa affermò che il CNR era una emergenza nazionale, oggi lo ripete, aggiungendo che non c’è più tempo da perdere.
Occorre assolutamente che il Ministro intervenga.

Roma, 4 dicembre 2006

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