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Personale ATA: Sardegna, i soprannumerari non possono rientrare sui posti in deroga

Lo denunciano i sindacati scuola sardi in un comunicato e chiedono all’USR di permettere l’utilizzo di queste sedi prima delle nomine dei supplenti.

13/09/2018
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A cura della FLC CGIL Sardegna

Sembra incredibile ma in Sardegna capita anche questo: gli ATA perdenti posto sull’organico di diritto, quando vengono restituiti posti in deroga non possono rientrare nel proprio posto che si è ricostituito. Al contrario questi posti vengono messi a disposizione per le supplenze.

Se non è accanimento questo, poco ci manca. Prima si tagliano i posti sull’organico di diritto, poi vengono date le deroghe per poter permettere l’apertura delle scuole ... ma i posti dati in deroga sono gli stessi tagliati precedentemente in organico di diritto: qualcosa non torna. Peccato che a pagare questo paradosso siano spesso i collaboratori scolastici che, in Sardegna, vedono ridotto il potere d’acquisto del loro salario anche di un 20%, costo aggiuntivo per poter raggiungere le nuove sedi assegnate, anche a 50 Km di distanza. I sindacati chiedono agli uffici di permettere l’utilizzo di queste sedi prima delle nomine dei supplenti.
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Sardegna

Come nel peggiore degli incubi: il personale ATA perdente posto per le restrizioni dell’organico di diritto, del tutto teoriche e non rispondenti alle reali necessità delle singole scuole, dovrà andare a lavorare su altri sedi nonostante la restituzione dei posti concesse dal Direttore Scolastico Regionale Dott. Feliziani con le deroghe attuate nel cosiddetto “organico di fatto”.
Questo il paradosso che verrà pagato dai lavoratori. E non si tratta di una cosa di poco conto.

Quando si perde il posto e si viene “trasferiti d’ufficio”, non viene solo peggiorata la qualità della vita del personale, ma si assiste di fatto ad una riduzione dello stipendio. Non esiste, infatti, un rimborso spese per le trasferte. Se poi la scuola disponibile nella quale si è stati trasferiti dista 80 chilometri si capisce il disagio economico che ne deriva perché il taglio delle retribuzioni è presto fatto: una distanza di 80 chilometri porta ad una spesa - solo per la benzina - di oltre i 250 euro al mese. Banale dire che non esistono mezzi pubblici alternativi per garantire gli spostamenti con la flessibilità degli orari scolastici. Quindi l’alternativa è l’affitto di un alloggio nella nuova sede, con costi che possono solo peggiorare. E parliamo di collaboratori scolastici con uno stipendio netto inferiore ai mille euro.

Citiamo casi reali, di lavoratori e lavoratrici trasferiti per una dotazione organica sull’organico di diritto (quindi teorico) che non tiene assolutamente conto delle necessità del normale funzionamento. E infatti i posti restituiti in organico di fatto e poi con le deroghe vanno a coprire i tagli fatti per adeguarsi solo ad un budget teorico fissato a livello nazionale e poi suddiviso a livello regionale. Per rispettare il budget si taglia proporzionalmente l’organico a prescindere dalle esigenze, e poi si restituiscono i posti con le deroghe che garantiscono la semplice messa in sicurezza delle scuole e la loro apertura.

Il modello permette un risparmio mica da niente: quei posti derogati verranno coperti sino al 30 giugno e non verranno utilizzati per le immissioni in ruolo, che si calcolano già sul 50% dei posti disponibili. Lo stesso discorso vale per le responsabilità: posti in deroga devono garantire appunto l’apertura delle scuole ed evitare l’interruzione del pubblico servizio con un’assunzione di responsabilità sia da parte del Dirigente Scolastico che del Direttore Scolastico Regionale.

Ecco che in questo quadro diventa veramente incomprensibile la rigidità mostrata dal Dott. Feliziani nell’intervenire su questo tema. Dopo aver dimostrato disponibilità anche in recenti riunioni, l’improvviso irrigidimento sul tema della restituzione del personale alle sedi di precedente titolarità verrà pagato da queste lavoratrici e lavoratori che, anche dopo decenni di servizio in una certa sede e l’accumulo di un’età intorno ai 55/60 anni, verranno spostati a decine di chilometri, magari senz’auto e con difficoltà nel guidare, con la prospettiva della improvvisa riduzione di fatto del proprio reddito. Eppure il posto esiste e verrà assegnato ad un supplente.
Non c’è alcuna disposizione che impedisca il rientro di questo personale, anzi questa possibilità è stata prevista e attuata anche dallo stesso ufficio scolastico regionale negli anni scorsi.

Le organizzazioni sindacali esprimono la loro netta contrarietà e insistono nel chiedere all’Ufficio Scolastico Regionale di disporre affinché si permetta al personale perdente posto di rientrare nella sede di precedente titolarità prima dell’assegnazione delle supplenze sui posti in deroga.

Cagliari, 13 settembre 2018