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“Non è mai troppo tardi” della Scuola del Popolo di Oristano al debutto

Reazioni molto positive ad un progetto che intende dare il proprio contributo per combattere il fenomeno dell’analfabetismo funzionale.

01/07/2021
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Sabato 26 giugno 2021 è partita ufficialmente la sperimentazione della Scuola del Popolo di Oristano che prova a decentrarsi, aprendo una nuova sede in un piccolo centro della provincia durante l’estate. La particolarità della sperimentazione è legata all’utilizzo di una metodologia che ha funzionato negli anni 60, proprio con la televisione che ha raggiunto milioni di italiani per combattere l’analfabetismo nei centri più isolati e abbandonati: Non è mai troppo tardi del maestro Manzi.

Si tratta di una nuova iniziativa della Scuola del Popolo di Oristano che ha voluto rispondere, anche se con tutti i suoi limiti, alla sollecitazione di Giuseppe Di Vittorio quando a Bologna nel 1953, dal palco del 2° congresso della cultura popolare, affermava che “...Tutte le iniziative, tutte le forme di organizzazione, tutti i tentativi debbono essere fatti per accorrere in aiuto di questi nostri fratelli, per aiutarli a liberarsi da questa ignoranza, perché anch’essi possano provare a sentire le gioie e i tormenti dell’accesso al sapere...”. Tempi diversi ovviamente, ma oggi il nemico, più infido e perfido, è diventato “l’analfabetismo funzionale”. I dati più attendibili sul fenomeno dell’analfabetismo funzionale in Italia sono quelli dell’indagine Piaac-Ocse del 2019. Secondo questa statistica, nel Bel Paese il 28 per cento della popolazione tra i 16 e i 65 anni è analfabeta funzionale. È un dato tra i più alti d’Europa, eguagliato dalla Spagna e superato dalla Turchia, al 47 per cento. In questo contesto la soluzione che stiamo sperimentando cerca di coniugare le opportunità offerte dalla telematica con la necessità di poter raggiungere anche le sedi disagiate: basta un computer e un video proiettore. Le lezioni potranno essere allestite in località diverse ma "illustrate in loco" con l’ausilio di un video proiettore. L’esperimento avviato, in collaborazione con l’Auser locale ad Uras riguarda 35 anziani, dai 60 anni e oltre, che hanno iniziato a seguire un corso di alfabetizzazione informatica. Le lezioni erano state preparate dalla Cgil di Cagliari con la collaborazione di Federconsumatori, FLC, Spi e Scuola del Popolo. Si tratta di un modello replicabile ogni qualvolta esistano difficoltà a raggiungere quelle sedi. Le reazioni sono molto positive. È stato già allestito un mini laboratorio con alcuni computer e materiali vari offerti dalle Scuole della zona e dalla Cgil, per poter sperimentare le lezioni teoriche. Forse giova ricordare che a molti anziani viene negato l’accesso a tanti servizi della sanità e della pubblica amministrazione proprio per la loro incapacità ad usare lo strumento informatico.