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Dirigenti scolastici: adesione dal Piemonte alla mobilitazione nazionale

Comunicato unitario FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS Confsal.

18/05/2017
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Nell’ambito della mobilitazione dei dirigenti scolastici proclamata unitariamente da FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS CONFSAL, i dirigenti scolastici del Piemonte hanno tenuto un’assemblea regionale a Torino il 17 maggio 2017. Qui di seguito il comunicato unitario dei responsabili dei dirigenti scolastici dei quattro sindacati.

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Nella giornata del 17 maggio si è svolta a Torino un’assemblea regionale dei dirigenti scolastici organizzata da FLC CGIL, CISL Scuola e UIL Scuola e SNALS Confsal, alla quale ha partecipato un cospicuo numero di dirigenti.

I Dirigenti scolastici presenti all’assemblea aderiscono alla mobilitazione proclamata a livello nazionale dalle stesse organizzazioni sindacali, facendo propri gli obiettivi e le azioni di lotta proposte.

In seguito a questa scelta, il 25 maggio a Torino, come in tutte le regioni d’Italia, si svolgerà una nuova assemblea con contestuale richiesta di incontro al Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale dott. Fabrizio Manca.

I Dirigenti scolastici vivono, da tempo, una situazione di profondo malessere determinato dall’aumento delle responsabilità rispetto ai controlli sulla sicurezza e alla gestione di procedure amministrative e contabili sempre più invadenti, ad una burocrazia sempre più pressante, divenuta un continuum di “molestie burocratiche”: problemi con piattaforme on line, scadenze di progetti, di statistiche e di monitoraggi sono ormai all’ordine del giorno. Le scuole hanno gli stessi adempimenti amministrativi cui sono sottoposti i ministeri, ma con uffici e articolazione ben diverse, per organizzazione, numero di addetti e professionalità. Tutto ciò mentre non si può sostituire alcun assistente amministrativo e vi è una mancanza ormai cronica di direttori dei servizi generali ed amministrativi.

I Dirigenti Scolastici hanno come obiettivo primario quello di garantire il successo formativo e il diritto all’istruzione degli alunni, ma il peso delle altre incombenze finisce per distoglierli da quel compito fondamentale: assumono responsabilità legali nelle controversie di prima istanza, ma non hanno un ufficio legale interno a cui riferirsi; hanno responsabilità penali riguardo alla sicurezza degli edifici, ma non hanno poteri di spesa e devono fare affidamento sugli enti locali proprietari degli edifici per la soluzione dei problemi. Devono pagare di persona le multe che L’ASL commina loro sulla base di presunte inadempienze che sfuggono totalmente dal loro controllo e dalle loro dirette responsabilità. Devono utilizzare i fondi per il funzionamento della scuola per sottoporre i loro docenti all’Alcool test (docenti equiparati ai piloti d’aereo!).

In Piemonte i dirigenti scolastici devono in moltissimi casi occuparsi di due istituti scolastici, la scuola di titolarità e la scuola “in reggenza”, ciascuna delle quali ospita un migliaio di alunni spesso distribuiti su decine di sedi, divenendo responsabili in toto anche di questa seconda istituzione scolastica, perché il Miur non ha ancora emanato il bando per assumere nuovi dirigenti scolastici.

Molti dirigenti scolastici della scuola di base saranno quest’anno nominati presidenti di commissione d’esame in due scuole, proprio per la mancanza di personale dirigente. E questo naturalmente senza essere pagati un euro in più pur dovendo gestire gli esami di stato di oltre 200 studenti.

A tutto ciò, oggi si aggiunge la messa in atto da parte dell’Amministrazione di un sistema di valutazione inaffidabile, superficiale e poco trasparente. Anche la Ministra ne ha riconosciuto la debolezza, tanto da negare ogni ricaduta sulla retribuzione. Si tratta di un modello ancora tutto burocratico basato sull’esame delle “carte”, senza visite in situazione per la verifica di ciò che davvero avviene a scuola e da cui continuerà a derivare una classificazione dei dirigenti in quattro fasce della quale non si comprende il senso.

Il nuovo sistema di valutazione disattende completamente il contratto ed è totalmente inadeguato, a partire dall’individuazione e formazione dei valutatori di prima istanza che non garantisce la terzietà e quindi la correttezza del sistema stesso.

I dirigenti scolastici sono convinti della necessità della loro valutazione, come della necessità del coinvolgimento dell’intero sistema scolastico per migliorarlo e renderlo il più possibile trasparente ed efficace. Ma per farlo occorre tener conto della specificità della scuola, partire dal confronto con i valutati e regolare la materia nel contratto di lavoro. Ribadiamo a questo proposito che la valutazione, la formazione, la mobilità il salario accessorio devono tornare anche per i dirigenti scolastici nella piena disponibilità del negoziato contrattuale.

Grave motivo di malcontento della categoria è, inoltre, l’inadeguata retribuzione, ben lontana da quella di altri dirigenti del pubblico impiego che hanno responsabilità e carichi di lavoro decisamente inferiori. Uno stipendio non adeguato e per giunta in continuo decremento a fronte del notevole aumento dei carichi di lavoro e delle accresciute responsabilità seguite alle ultime riforme.

I dirigenti scolastici, in quanto lavoratori, rivendicano il diritto a stipendi adeguati all’impegno e alle responsabilità attribuite considerata la delicatezza e l’importanza dei loro compiti professionali: la tutela del diritto costituzionale dell’istruzione e della formazione degli alunni e l’attribuzione di tutti gli adempimenti previsti per le pubbliche amministrazioni.

La soluzione di tutti questi problemi dovrà passare per un nuovo contratto che consideri il dirigente scolastico anche nell’ottica del contratto di tutto il personale della scuola. Ma sono anche necessarie modifiche legislative che sottraggano al profilo tutte le responsabilità inappropriate, in particolare quelle relative alla sicurezza.

Sino alla soluzione delle questioni aperte, i dirigenti manterranno lo stato di mobilitazione, rifiuteranno di partecipare alle iniziative di formazione e si asterranno dal compilare il portfolio previsto dal contestato sistema di valutazione, non parteciperanno alle conferenze di servizio convocate dall’Ufficio Scolastico Regionale per definire questioni organizzative.

Inoltre FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola e SNALS Confsal regionali invieranno una diffida al Direttore Generale, affinché non proceda alla valutazione dei dirigenti e dia invece seguito alla valutazione dello stress da lavoro correlato previsto dalla normativa sulla sicurezza e mai attuato nei confronti dei dirigenti scolastici.

Torino, 17 maggio 2017