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No all’uso improprio della VQR

La FLC CGIL Nazionale insieme alla FLC CGIL di Pesaro e Urbino impugna davanti al Tar Marche il decreto rettorale per l’attribuzione degli scatti stipendiali ai docenti

17/02/2017
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Nella mattina del 17 febbraio 2017 è stato depositato dalla FLC CGIL Nazionale, congiuntamente alla FLC CGIL di Pesaro e Urbino, il ricorso davanti al TAR delle Marche avverso il regolamento per l’attribuzione degli scatti ai docenti, emanato con Decreto Rettorale del 19 novembre 2016 dall’Ateneo di Urbino.

Diversi i motivi del ricorso, in particolare quello relativo all’articolo 5 del regolamento in cui si scrive: “costituisce motivo di esclusione dall’attribuzione dello scatto il mancato conferimento dei prodotti della ricerca a processi di valutazione della medesima, relativi al triennio utile ai fini dell’attribuzione dello scatto”.

Riteniamo che utilizzare i prodotti di ricerca dei singoli, conferiti all’ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca) per altro scopo, in sede di valutazione dell’ottenimento degli scatti stipendiali, sia in contrasto con la normativa primaria nonché con i principi fondamentali del nostro ordinamento costituzionale, lesivo delle prerogative dei professori e dei ricercatori, punitivo e vessatorio verso chi non volesse sottoporre i propri prodotti alla VQR di turno.

Pensiamo che l’uso improprio della VQR (valutazione della qualità della ricerca) vada contrastato puntualmente ed in ogni sede. Già nel dicembre del 2014 un nostro ricorso era stato accolto dal Consiglio di Stato in merito al regolamento dell’Università di Venezia per l’attribuzione dell’incentivo “una tantum” previsto dal comma 19 dell’articolo 29 della legge 240/2010 e che prevedeva l’utilizzo dei risultati individuali VQR.

La VQR è infatti concepita come valutazione di strutture, non di singoli ricercatori, peraltro disomogenei per area, come esplicitamente sottolineato dal coordinatore nella Premessa alla Relazione Finale VQR del 30.6.2013 e ribadito dal Consiglio Universitario Nazionale (CUN) nella raccomandazione del 9 ottobre 2013 sull’uso dei risultati della VQR.

Il regolamento mostra altre gravi criticità, tra queste la mancata specificazione che le procedure valutative devono tener conto dello stato giuridico (e quindi dei compiti didattici e gestionali ad esso relativi) e non definisce i criteri che devono ispirare la valutazione delle domande che è in tal modo lasciata all'arbitrio della commissione.

L’approvazione negli atenei italiani dei regolamenti relativi all’attribuzione degli scatti è un momento importante e delicato, che dovrebbe essere orientato al buon senso e dovrebbe evitare ulteriori divisioni e conflitti tra gli studiosi e le istituzioni. Siamo quindi convinti che i regolamenti approvati debbano garantire condizioni omogenee in tutte le istituzioni – evitando disparità tra atenei – e debbano realizzare una valutazione delle attività didattiche, di ricerca e gestionali come “verifica dell’attività prestata” e non certo come “premialità”.