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Dimensionamento della rete scolastica a Como: siamo al paradosso

La FLC CGIL: «invece dei tagli dovremmo avere 3 scuole in più!».

21/10/2011
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A cura dell'Ufficio stampa della CGIL Como

Il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca ha consegnato alle organizzazioni sindacali un prospetto per l'individuazione del “numero medio ideale” degli istituti comprensivi da costituire (e tagliare) provincia per provincia, a seguito della manovra economica. Lo studio presenta un dato sorprendente per Como. «Nel nostro territorio - spiega Giacomo Licata, segretario generale FLC CGIL Como - paradossalmente non si dovrebbe eliminare alcun istituto bensì averne tre in più. È un dato ovviamente privo di alcuna aderenza con la realtà; questo perché lo “studio” del MIUR si limita all'operazione aritmetica di dividere per 1000 (500 in caso di presenza di comuni di montagna, piccole isole o con specificità linguistiche) la popolazione scolastica di ogni provincia senza alcun'altra considerazione e valutazione delle diverse esigenze territoriali».

Nello specifico, secondo il rapporto del ministero, «a Como ci sono 59046 alunni, attualmente suddivisi in 56 istituzioni scolastiche, mentre il numero “ideale” di istituti comprensivi sarebbe 59… Che valore ha questo dato? Che intervento presuppone?». Sempre secondo tali calcoli del dicastero guidato da Mariastella Gelmini, in Lombardia andrebbero azzerate 24 autonomie scolastiche.
Per la FLC CGIL, dunque, «è un intervento totalmente da rifiutare perché non tiene per nulla conto delle specifiche situazioni territoriali».

Il sindacato «dice no a tutta l'operazione di razionalizzazione perché nulla ha di organizzato, di pensato, di razionalità e funzionalità, bensì risponde, come ormai da tempo, al solo bisogno, da parte di questo Governo, del dover "fare cassa”. Peccato che questo continui a pesare solo sulla scuola pubblica e non valga per la scuola privata per la quale il nuovo Ddl di stabilità finanziaria dello Stato prevede uno stanziamento 260 milioni di euro».

«Alla luce di questi dati - conclude Licata - risulta ancora più urgente un incontro con l'assessore provinciale e il provveditore per capire quali saranno le reali intenzioni della Provincia sul piano di dimensionamento che proporrà alla Regione Lombardia e ci opporremo a qualsiasi operazione di taglio indiscriminato, purtroppo più probabile di quanto invece calcolato “a tavolino” dal ministero».