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Alla provocazione di Bono (Fincantieri) risponda la Regione Liguria con una formazione mirata

I segretari generali regionali della CGIL e della FLC CGIL rispondono ad alcune affermazioni dell’amministratore delegato di Fincantieri.

11/07/2019
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A cura della CGIL Liguria e della FLC CGIL Liguria

Ieri (10 luglio 2019, ndr) l’amministratore delegato di Fincantieri, invitato a parlare alla conferenza di organizzazione della Cisl, ha dato due notizie: la prima che nella cantieristica all’orizzonte ci sono ben 6 mila posti di lavoro nei prossimi 10 anni, e la seconda che c’è un problema sulla formazione. Sui posti di lavoro non possiamo che essere felici, sulla formazione invece, tralasciando il gusto per la semplificazione che spesso caratterizza l’eloquio del dottor Bono, vorremmo fare alcune considerazioni.

La partita, strategica per un territorio che ospita tre cantieri e una sede, va giocata sui tavoli giusti. Crediamo fondamentale ragionare di rapporto tra formazione e lavoro, più che di giovani svogliati. Non è la prima volta che sollecitiamo Regione Liguria ad operare concretamente, attraverso gli strumenti già oggi a sua disposizione, per realizzare quell’incontro tra domanda e offerta di lavoro, un lavoro non povero, ma stabile e qualificato. E lo vogliamo fare ancora una volta, perché se l’Amministratore delegato di Fincantieri ha ragione allora vuol dire che la Regione non ha saputo costruire quella rete di relazioni che serve a formare per tempo, e non in logica emergenziale, nuovi lavoratori. È il momento di riparlare di ITS, di poli tecnico professionali, di una reale sinergia tra istruzione tecnica e professionale e formazione professionale. Di mettere in campo, in una parola, una vera politica regionale sull’istruzione e la formazione e il loro rapporto con il mondo del lavoro. La nostra organizzazione, ai livelli confederali e di categoria regionali, è pronta al confronto. È ora di recuperare il tempo perso.