
FLC CGIL, CISL Scuola, SNALS CONFSAL
Emilia Romagna
Nei giorni scorsi si è tenuto, presso l'Ufficio Scolastico Regionale dell'Emilia Romagna, il previsto incontro d'informazione per avere il quadro definitivo degli organici ATA delle scuole della nostra Regione.
Dopo il taglio sugli organici dei docenti, ora la nostra Regione deve subirne uno analogo, ed altrettanto pesante, per il personale ATA.
In base alle note ministeriali ed a quanto previsto dalla Legge 133/08, per il prossimo anno scolastico, ci è stata comunicata una riduzione di posti ATA pari a 728 unità. Nel dettaglio si perderanno 6 posti di DSGA, 139 posti di Assistente amministrativo, 11 posti di Assistente tecnico e 577 posti di Collaboratore scolastico.
Negli ultimi tre anni in questa regione si sono tagliati complessivamente 2.363 posti ATA, creando difficoltà al funzionamento ordinario, disservizi, seri ostacoli ad una didattica di qualità, precarietà e licenziamenti di personale.
E ciò avviene nel momento in cui continua a registrarsi, in questa Regione, un trend positivo riguardo all'aumento della popolazione scolastica che, ormai da anni, si attesta su una media di circa 10.000 unità in più all'anno.
In altri termini, più studenti, meno personale e meno servizi.
Inoltre, le conseguenze con cui sono state stilate le tabelle degli organici finiscono per penalizzare, nello sviluppo degli organici ATA le istituzioni scolastiche con un alto numero di studenti e con il maggior numero di plessi, tipiche delle regioni “virtuose”, come l'Emilia-Romagna. Ad esempio le tabelle dei collaboratori scolastici non prevedono un aumento progressivo delle unità di personale, rispetto all'aumento degli alunni (da 1.200 alunni ed oltre il numero di collaboratori scolastici non aumenta). Per quanto riguarda gli assistenti amministrativi, già gravati da continue molestie burocratiche, dovranno subire un ulteriore aggravio di lavoro, a fronte del blocco del contratto nazionale.
In molti casi i laboratori non potranno essere utilizzati per mancanza di personale tecnico.
L'inizio del nuovo anno scolastico vedrà una scuola decimata. Questo è l'obiettivo che vuole raggiungere questo governo, per indurre i cittadini ad orientarsi verso la scuola privata, alla quale continua invece ad erogare risorse.
Gli scriventi sindacati non sono disponibili ad accettare questi tagli sconsiderati in contrasto con le leggi, a partire da quella sulla sicurezza e non possono che denunciare con forza l'esito di questi tagli che, aggiunto a quello dei docenti:
e si impegnano ad attivare ed a sostenere tutte le iniziative necessarie per contrastare le scelte del governo.
Le scriventi organizzazioni sindacali
CHIEDONO pertanto
Gli scriventi sindacati infine chiamano in causa e sollecitano gli Enti Locali, la Regione, le forze politiche, le organizzazioni della società civile, ad intervenire con iniziative concrete per contrastare questo vero e proprio smantellamento della scuola pubblica e per garantire la necessaria qualità del nostro sistema scolastico.
Bologna, 27 giugno 2011