05/05/2012 un primo segnale di discontinuità che riapre, dopo le macerie prodotte dalla legge Brunetta, un percorso sindacale che riguarda il mondo del lavoro pubblico, riaprendo finalmente la porta ad un percorso fatto di norme legislative e di nuove contrattualizzazioni
05/05/2012 In media, comunque, ogni istituto italiano dal prossimo settembre dovrà dare ospitalità a mille studenti. Stessi presidi, stesse segreterie, stessi collaboratori scolastici per diverse scuole.
04/05/2012 di Cinzia Mion
04/05/2012 Verso una nuova legge sul pubblico impiego: più flessibilità in uscita ma si decide con i sindacati
03/05/2012 Dall'esperienza di don Milani a quelle delle troppe periferie d'oggi l'attenzione a chi ha più bisogno non si risolve soltanto in maggiore equità, ma indica vie innovative all'azione pedagogica
03/05/2012 Valutazioni anche su discipline scientifiche e inglese. La svolta dall'anno scolastico 2013/2014
03/05/2012 Dalla documentazione sulla revisione della spesa si scopre che il governo ha intenzione di dimezzare le spese per fitti passivi e gestione degli immobili (l'esempio arriverebbe con l'accorpamento delle sedi Miur), ridurre gli organici dirigenziali, riconvertire i profili professionali, riorganizzare la struttura territoriale e riequilibrare la rete scolastica regionale. Nel mirino anche il rapporto alunni/docenti.
03/05/2012 Ma le famiglie e i prof protestano: manca il tempo per studiare
03/05/2012 Sono quattro le leve che il governo conta di azionare per raschiare il fondo del barile: "snellimento della struttura centrale", "riorganizzazione della struttura territoriale", "razionalizzazione di distacchi e comandi" e "riequilibrio della rete scolastica regionale e della proporzione tra docenti e classi di alunni".
02/05/2012 Giarda accende i riflettori sulle anomalie del rapporto alunni-classe e su comandi e distacchi. Via alle duplicazioni di funzioni, sì al riassetto della rete
02/05/2012 Il ministero dell'istruzione per spiegare una circolare di due pagine ne scrive una di cinque. E scoppia il putiferio
02/05/2012 di Pippo Frisone
02/05/2012 Cosa fa il Ministro? L’approvazione del DDL sull’autogoverno delle scuole da parte della VII Commissione della Camera ha avuto una discreta eco nel pianeta scuola. Associazioni professionali e organizzazioni sindacali hanno espresso commenti e posizioni articolati, dove, a fianco di rilevazioni critiche, si colgono anche diffusi apprezzamenti. Da parte di tutti c’è l’auspicio, al riguardo, di una campagna di informazione e dibattito e l’impegno...
01/05/2012 La scuola ha già stretto la cinghia e ora i tecnici del ministro Francesco Profumo si trovano a «raschiare il barile»
01/05/2012 Si ipotizza infatti che gli uffici periferici dello Stato possano essere accorpati in un'unica sede presso l'Utg, ufficio territoriale di governo, riunendo in questo modo gli uffici periferici dell'Interno, della Salute, dei Beni Culturali e dell'Istruzione.
01/05/2012 Quasi 28.000 volontariamente, 3.500 per limiti di età, 1.400 sono quelli che hanno già lasciato e non erano previsti. Una parte verranno assorbiti dai soprannumerari. Per docenti e Ata precari dovrebbero rimanere 20.000 nomine.
01/05/2012 Durissima la presa di posizione di Mimmo Pantaleo (Flc-Cgil) che minaccia di proclamare uno sciopero. Più pacata la reazione di Francesco Scrima (Cisl) che ricorda che la scuola ha già dato molto.
01/05/2012 Il punto più debole del decreto è quello che permette ad un docente diplomato di poter affiancare un liceale disabile solo dopo aver svolto un modulo formativo e pur non avendo conoscenza delle materie che andrà ad affrontare. Con gli alunni, penalizzati anche migliaia di specializzati: rimarranno senza posto. Dopo sindacati di base e precari, i no di Gilda, Anief e Flc-Cgil.
01/05/2012 L'Age Toscana avvia una petizione: nel consiglio d'istituto che si sta creando le famiglie si sentono messe ai margini, non ci sono più Ata ed entrano gli esperti esterni. Il rischio è che lo Stato si defili, con i privati ad interferire sulle scelte didattiche
30/04/2012 La mancanza di occupazione stabile riduce le entrate necessarie a pagare i servizi essenziali. E le donne rinunciano sempre di più a cercare un lavoro. Dopo la cura del rigore la politica dovrà dire che società vuole costruire.