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Università, dal Tar nuovo colpo al numero chiuso: salta blocco ad Architettura

Il Tribunale amministrativo del Lazio ha accolto il ricorso dell'Unione degli universitari contro lo stop agli ingressi operato dal dipartimento di Roma Tre. Le graduatorie dovranno essere riaperte in tutto il territorio nazionale

15/02/2019
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la Repubblica

Corrado Zunino

Un altro colpo al numero chiuso negli atenei italiani. Lo scorso 11 febbraio il Tar del Lazio ha accolto il ricorso dell'Unione degli universitari nei confronti del blocco agli ingressi operato dall'Università di Roma Tre nel Dipartimento di Scienze dell'Architettura. L'università ora, dopo il dispositivo amministrativo, dovrà lasciar scorrere la graduatoria lasciando che si possa iscrivere anche chi ha affrontato il test di ammissione senza passarlo, "fino a copertura dei posti disponibili". Se il ministero dell'Istruzione non darà indicazioni in questa direzione, i ricorrenti chiederanno un commissariamento ad acta del Miur. 
 
Da tempo ad Architettura il numero di matricole che partecipano al test d'ingresso è pari o inferiore ai posti indicati nei bandi via via emanati. In questa facoltà il test è complesso e prevede un risultato minimo di 20 punti. Quest'anno in tutta Italia sono rimasti fuori 1.763 studenti, e le aule delle facoltà di Architettura oggi sono semivuote. Il Tribunale regionale del Lazio, partendo dal caso di Roma Tre, ha disposto di far riaprire le graduatorie per tutti i 1.763 studenti esclusi sul territorio nazionale (sono studenti italiani ed europei, ambiscono ai cosiddetti "posti comunitari"). Se non ci saranno opposizioni, potranno accedere alle lezioni a stagione in corso.

 
Enrico Gulluni, coordinatore dell'Udu: "Da diversi anni segnaliamo l'inutilità del numero programmato per il corso di studi in Architettura. Le richieste sono paragonabili al numero di posti disponibili, ma molti aspiranti studenti, pur trovandosi in posizione utile in graduatoria, non possono frequentare il corso a causa della soglia minima non raggiunta. Ora la soglia è stata dichiarata illegittima".
 
Il Tribunale, come spiega lo studio legale Bonetti-D'Elia che ha imbastito la causa, ha dichiarato la sospensione del numero programmato perché "la soglia" impedisce l'attuazione del diritto allo studio (ex articolo 34 della Costituzione), "nonché la piena allocazione delle risorse secondo la potenziale ricettività delle strutture universitarie". L'avvocato Michele Bonetti spiega: "Abbiamo sottoposta la vicenda alla giustizia amministrativa più volte segnalando lo spreco di denaro pubblico destinato all'università e utilizzato, invece, per azionare una illegittima macchina concorsuale".