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Unità-Scuola, la Moratti vara il super-controllore

Scuola, la Moratti vara il super-controllore Autonomia sotto tiro con il "sistema per la valutazione scolastica". Alle strette dipendenze del ministero Roberto Monteforte ROMA La Mora...

29/10/2004
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l'Unità

Scuola, la Moratti vara il super-controllore

Autonomia sotto tiro con il "sistema per la valutazione scolastica". Alle strette dipendenze del ministero

Roberto Monteforte

ROMA La Moratti gioca un'altra sua carta "normalizzatrice". Ieri ha avuto il via libera dal consiglio dei Ministri al suo "Sistema nazionale per la valutazione del sistema scolastico". Ne esce "riordinato" l'Invalsi (Istituto nazionale di valutazione del sistema educativo di istruzione e formazione), l'Istituto varato quando a ministro era il professore Tullio De Mauro. Il sospetto è che si voglia "domare" la scuola dell'autonomia con un "super controllore", emanazione dell'esecutivo. "È uno strumento indispensabile per la qualità della scuola italiana - ha commentato ieri la Moratti -. Migliorerà l'offerta formativa alle famiglie". Sulla carta il nuovo servizio avrà il compito di "contribuire al progressivo miglioramento e all'armonizzazione della qualità del sistema educativo, valutandone l'efficacia e l'efficienza, inquadrando questa valutazione anche nel contesto internazionale". Obiettivi non da poco, affidati all'Invalsi a cui, viene ricordato, "si assegna la funzione complessiva sulla valutazione, obbligatoria per tutte le scuole". Sarà un Servizio di valutazione "fortemente centralizzato" al quale concorreranno - spiega il ministro - "anche le scuole autonome, che dovranno autovalutarsi, e le Regioni, le Province e i Comuni in relazione alle rispettive competenze". Una valutazione che si estenderà anche al sistema della formazione professionale. Il ministro afferma che il Servizio "servirà per conoscere a fondo il sistema e per migliorarlo secondo una logica di qualità", consentendo "un servizio più efficace e trasparente agli studenti, alle famiglie e a tutto il paese".
Ma non è tutto oro quello che luccica. Intanto perché molte di queste competenze erano già state attribuite al Servizio di valutazione dai governi di centrosinistra. "Non vi è niente di nuovo, visto che la costituzione dell'Invalsi era stata già approvata dal ministro De Mauro - commenta, infatti, Piero Lucisano, docente di pedagogia sperimentale -. Le cose semmai peggiorano. Questo decreto depotenzia l'Istituto, lo fa diventare ancora di più una struttura alle strette dipendenze del ministero, senza alcuna autonomia e per lo più privato del suo comitato scientifico. È come chiedere il giudizio del vino all'ostessa".
È questo il punto centrale del "riordino" dell'Invalsi voluto dalla Moratti. "Negli altri paesi gli istituti di valutazione sono altamente autononi dai governi", sottolinea lo studioso che è molto critico anche verso la fase "sperimentale" dell'Istituto, sulle "prove pilota" realizzate in questi tre anni. "Sono state l'esempio di come non si fa ricerca. Indagini a tappeto su tutte le scuole e non a campione significativo, con test mal "tarati", senza riferimenti precisi ed efficaci, che hanno dato risultati risivibili. Si è voluta la valutazione obbligatoria di bambini e ragazzi, ma non è così che si costruisce un sistema di valutazione in una scuola dell'autonomia". La sua ricetta? "Occorre definire uno strumento che individua delle tendenze, l'autovalutazione, grazie ai dei test ben tarati, possono farla le scuole. Più che alla ricerca si è pensato alla propaganda...". Approssimazione e dipendenza: due parole che ben sintetizzano la critica al nuovo Istituto. Parla di "asservimento del Servizio al ministero ed al governo" e "indipendenza scientifica carente", di "confusione di compiti e affastellamento di compiti eterogenei" e di "mancanza di un disegno strategico di valutazione del sistema scolastico" anche il professore Norberto Bottani, una vera autorità in materia.
È molto perplessa anche la deputata Ds Alba Sasso. Rileva l'"eccesso di delega" sulla legge 53, visto che invece del riordino dell'Invalsi, si è costruito un Sistema nazionale della valutazione, affidato ad "un organismo afferente al ministero". "È un Sistema che controlla, ma che non è controllato e che ben difficilmente evidenzierà le carenze e le responsabilità ministeriali - commenta -. Quello che serve è una cultura della vera valutazione che deve esprimere una capacità di lettura dei processi e non una sanzione degli stessi". Sul decreto piovono le critiche dei sindacati. Parla di "forzature" per l'attuazione della legge 53, di "improvvisazione", "precarietà" e "arroganza politica" Francesco Scrima (Cisl-Scuola), che sottolinea "il rapporto di subordinazione tra Invalsi, ministero e governo". È la stessa preoccupazione di Massimo Di Menna (Uil-Scuola) che sottolinea come la valutazione debba essere anche interna alla scuola. "Siamo tra i pochissimi paesi nei quali la valutazione verrà svolta da un istituto che non è indipendente dal ministero" dice Enrico Panini (Flc-Cgil).


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