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Unità-Le scuole si fermano per salvare la scuola

Le scuole si fermano per salvare la scuola Adesioni allo sciopero generale oltre il 70 per cento, in centomila ai cortei di Roma: "Aboliamo la Moratti" Roberto Monteforte ROMA Aul...

16/11/2004
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l'Unità

Le scuole si fermano per salvare la scuola

Adesioni allo sciopero generale oltre il 70 per cento, in centomila ai cortei di Roma: "Aboliamo la Moratti"

Roberto Monteforte

ROMA Aule vuote e lavoratori in piazza. Questa la risposta, ieri, del mondo della scuola alla riforma Moratti, alla politica dei tagli di questa Finanziaria e alla mancata firma del contratto. Una risposta determinata e diffusa. Le adesioni allo sciopero generale proclamato in tutto il territorio nazionale da Cgil, Cisl e Uil superebbe il 70% del personale. Tre lavoratori su quattro: un vero successo per gli organizzatori. Anche se sui dati forniti dagli stessi sindacati vi è la solita polemica: il ministero di viale Trastevere assicura che solo il 37% del personale ha aderito allo sciopero. Anche la federazione degli insegnanti Gilda dice la sua. Parla di "adesione massiccia e scuole chiuse in tutta Italia" e precisa che le adesioni sono state pari al 60%, con punte dell'80% in alcune regioni.
Quella che però è sicura è la determinazione della protesta di insegnanti, personale Ata, dirigenti scolastici, studenti e genitori che ieri sotto la pioggia hanno attraversato le vie della capitale. Ironia e fantasia non sono certo mancati ai manifestanti malgrado le scelte della Moratti e questa Finanziaria finiscano per toccare nel vivo le loro condizioni di vita e di lavoro. Uno per tutti: "Santa Letizia Moratti che liberò l'Italia dalla cultura, dall'istruzione, dalla scuola e dal lavoro" si poteva leggere su di un "santino" andato a ruba tra manifestanti del corteo dei "centomila" indetto da Cgil,Cisl e Uil che si è mosso da piazza della Bocca della Verità per raggiungere piazza Navona. Quello di Cobas e Unicobas, numerosi gli studenti, è partito da piazza della Repubblica e si è concluso in pazza Venezia.
L'obiettivo comune è la critica alla Moratti, sotto accusa è la Finanziaria con quel taglio del 2% del personale della scuola che vuol dire ben 14mila docenti in meno. Una decisione che la Moratti afferma di ignorare. "Non sa nulla dei tagli? Ci sono emendamenti alla Finanziaria scritti da colleghi del suo partito, si informi" la ha incalzata il segretario nazionale della Cgil, Enrico Panini. "Il ministro Moratti non deve smentire le voci, ma deve telefonare al ministro Siniscalco che ha previsto un taglio di 14 mila insegnanti nella scuola": così le ha risposto il leader dei Ds, Piero Fassino, che ieri si è presentato, inatteso, alla testa del corteo sindacale. "I grandi paesi sono quelli che investono di più nella scuola, nel sapere e nella formazione - ha aggiunto -. L'Italia è invece un paese che con questo governo taglia sulla scuola, taglia sul sapere e sulla formazione. È stato così in questi tre anni e quello che Siniscalco vuole fare oggi, cioè togliere 14 mila insegnanti è l'ultimo colpo ad una scuola pubblica che viene messa in ginocchio. Credo che tutto questo sia assolutamente intollerabile. Ed è significativo il grado di adesione a questa manifestazione di insegnanti, studenti, famiglie e genitori che percepiscono che viene messo in discussione quello che un bene per ciascuno, soprattutto per un giovane: il sapere". Una linea condivisa dagli altri esponenti del centro sinistra che hanno sfilato con gli insegnati e il personale della scuola. Un lungo serpente variopinto che ha raggiunto piazza Navona. Sul palco hanno preso la parola il segretario nazionale della Cgil-Scuola, Enrico Panini, la segretaria confederale Cisl Annamaria Furlan e Luigi Angeletti, segretario generale della Uil. Ma sul palco c'erano anche i segretari generali di Cgil e Cisl, Gugliemo Epifani e Savino Pezzotta. È il segno di come la scuola sia un punto centrale del confronto di tutto il sindacato confederale con il governo. Lo ha sottolineato nel suo intervento conclusivo lo stesso Angeletti: "Tagliare sulla scuola significa minare il nostro futuro. Bisogna rinnovare i contratti come si fa normalmente in qualunque paese. I salari hanno subito un perdita notevole del valore di acquisto che occorre recuperare". "Il futuro che vogliamo tagliare - ha concluso - è quello del governo, non quello della scuola".
"Questa legge finanziaria è una dichiarazione di guerra alla scuola pubblica", aveva dichiarato tra gli applausi il segretario della Flc-Cgil, Enrico Panini. "Il taglio di 14 mila insegnanti e di 3 mila tecnici e amministrativi per ridurre le tasse ai redditi più alti - aggiunge Panini - dimostra che si stanga la scuola pubblica, dove si bloccano supplenze e assunzioni tanto che interi istituti non apriranno". Panini indica punti precisi: "Via subito una finanziaria di tagli, no alla legge Moratti, subito il contratto per tutte le categorie, risorse in finanziaria per difendere le retribuzioni". Critiche alla Finanziaria sono state mosse anche da Epifani: "Peggiora giorno dopo giorno. Ormai non ci si raccapezza più nulla, non serve allo sviluppo, al Mezzogiorno e affronta in malo modo le questioni più rilevanti della vita del Paese". "Con i tagli si riduce la possibilità di intervento e di futuro per la scuola. È un colpo mortale, e se il ministro dice di non sapere nulla dei tagli mi dispiace. Io è un po' che non vado a Palazzo Chigi, forse lei dovrebbe farlo", ha dichiarato sferzante il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta.
La Moratti e la sua riforma sono state il bersaglio delle critiche di chi affollava piazza Navona. "Tutta Italia aspetta la notizia / si è dimessa donna Letizia" ha scandito una delegazione di Chieti. Uno slogan che sarebbe stato urlato volentieri anche dai simpatizzanti dei Cobas-scuola e di Unicobas che hanno raggiunto numerosi piazza Venezia, blindata dalla polizia. "Il centro sinistra deve continuare a chiedere le dimissioni della Moratti - ha affermato il segretario degli Unicobas, Stefano D'Errico - dopo Tremonti è il ministro peggiore di questo governo. Sul testo Moratti non si può ragionare. Non si tratta sull'introduzione del tutor perché altrimenti si finisce per avallare un architrave della riforma. Bisogna lavorare per un cambio di passo, perché ci sia una proposta alternativa del centro-sinistra". Il leader dei Cobas, Piero Bernocchi, ha chiesto polemicamente al centro-sinistra se è intenzionato a "cancellare la legge Moratti e anche quella sulla parità scolastica, architrave della privatizzazione". Alcuni studenti che hanno cercato di raggiungere la sede del ministero di viale Trastevere sono stati bloccati dalla polizia, ma non ci sono stati disordini. Alla fine della manifestazione confederale un centinaio di persone del coordinamento veneziano delle scuole e altri alla Cgil, muniti di tre grandi palloni con la scritta del sindacato si sono mischiati con i Cobas tra gli applausi dei presenti.


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