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Trasporti pubblici, parafiati laterali su treni e bus per derogare al limite di passeggeri. Scuolabus, niente distanziamento sotto i 15 minuti

A settembre trasporto locale tornerà a fase pre Covid. Mascherine per tutti sopra i 6 anni, l'ipotesi delle protezioni sul tavolo dell'incontro tra le Regioni, altri Enti locali e il governo

11/08/2020
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la Repubblica

Parafiati laterali tra le sedute sui treni regionali e sui bus per permettere a una deroga, laddove è possibile installarli, ai limiti di carico di passeggeri sui mezzi del trasporto pubblico locale. E' l'ipotesi emersa sul tavolo dell'incontro tra le Regioni, altri Enti locali e il governo, rappresentato dai ministri di Trasporti, Salute e Affari regionali. L'ipotesi sarebbe inserita nella bozza del documento condiviso da sottoporre al Comitato tecnico scientifico per arrivare preparati a settembre nella massima sicurezza. La proposta è in attesa del parere dell'Inail, per gli aspetti riguardandi la sicurezza dei passeggeri a bordo.

Scuolabus, cosa succede. Gli scuolabus potranno viaggiare con la capienza massima consentita "nel caso in cui la permanenza degli alunni nel mezzo...non sia superiore ai 15 minuti". E' quanto si legge in uno degli allegati all'ultimo Dpcm firmato dal premier Conte e dedicato esplicitamente alle "Linee guida per il trasporto scolastico dedicato".  E' inoltre consentita la deroga alla distanza di un metro "nel caso in cui sia possibile l'allineamento verticale degli alunni su posti singoli e sia escluso il posizionamento cosiddetto faccia a faccia".

In tutti gli altri casi, sottolinea il protocollo dovrà essere rispettata la distanza di un metro. Tutti gli studenti, ad eccezione di quelli di età inferiore ai sei anni e a coloro che hanno delle disabilità, dovranno indossare obbligatoriamente la mascherina "al momento della salita sul mezzo".

Intanto il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia fa sapere che  a settembre il trasporto pubblico locale "tornerà alla fase pre-Covid", pur essendo il virus ancora in circolo. Lo ha assicurato nel corso della riunione tra Governo e Regioni per la ripresa di settembre ribadendo la necessità che vi sia però un "coordinamento forte e una collaborazione massima" tra tutti "per evitare ordine sparso". "I dieci milioni di persone che a settembre si rimetteranno in moto, studenti, professori, famiglie, sono la nostra priorità", ha aggiunto il ministro ricordando che la "leale collaborazione" tra le istituzioni nazionali e locali finora "ha sempre funzionato" e, dunque, è necessario proseguire su questa strada. Sulle risorse "il governo è stato di parola", ha aggiunto Boccia,  ricordando che sono state stanziate "tutte le risorse richieste" sia sul Tpl sia sulle mancante entrare di regioni ed entri locali.

Invita alla prudenza il ministro della Salute Roberto Speranza. Bisogna avere "prudenza anche nel gestire la ripartenza a settembre", ha detto Speranza nel corso della riunione con le Regioni sui trasporti sottolineando che il governo lavorerà per "trovare un punto di equilibrio tra le valutazioni del Comitato tecnico scientifico e le istanze, anche politiche, di Regioni e Comuni". Speranza ha assicurato che già oggi sottoporrà al Cts le esigenze degli enti locali. "All'ordine del giorno ci sono altre questioni ma nei prossimi giorni lavoreremo sul tema".

Emerge comunque soddisfazione dalla riunione Stato Regioni.  "Chiudiamo con una soluzione in tempi brevi, entro la prossima settimana abbiamo la necessità, di organizzare la ripresa delle scuole", ha spiegato il presidente della conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini.