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Se la scelta delle scuole superiori inizia a tre anni

La pensa così la dirigente scolastica dell'Istituto comprensivo di Roncade-Monastier, nel Trevigiano, frequentato da 1.700 studenti dalle materne alle medie. Che ha lanciato, per i suoi ragazzi, il progetto di un «fascicolo digitale individuale».

03/12/2019
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La Stampa

Elisabetta Pagani

Non è mai troppo presto per cominciare a costruire il proprio futuro. O, quantomeno, per mettere in un cassetto, ovviamente digitale, attitudini e passioni infantili che un giorno potrebbero rivelare quale sia la strada giusta da percorrere. Quel giorno potrebbe essere uno dei tanti della preadolescenza. Uno di quelli in cui agli studenti viene chiesto di indicare quale sia la scuola superiore a cui vogliono iscriversi per iniziare a definire il proprio percorso (fortunatamente non certo irreversibile). Non tutti - tra smarrimenti propri dovuti anche all'età, ansie dei genitori e giudizi degli insegnanti - sanno rispondere. E allora, aprire quel cassetto che custodisce gusti e inclinazioni potrebbe servire. La pensa così la dirigente scolastica dell'Istituto comprensivo di Roncade-Monastier, nel Trevigiano, frequentato da 1.700 studenti dalle materne alle medie. Che ha lanciato, per i suoi ragazzi, il progetto di un «fascicolo digitale individuale».
Si tratta di una cartella in cui inserire, per ogni bambino dai tre anni in su, annotazioni che riguardano interessi e attitudini. Perché - è il ragionamento dell'insegnante - cominciare la pratica dell'orientamento scolastico superiore solo alla fine delle scuole medie è probabilmente troppo tardi. «Ce l'ha insegnato la scuola di Barbiana di don Lorenzo Milani - spiega all'Ansa la dirigente, Anna Maria Vecchio - che la scoperta di quanto di importante c'è in una persona deve avvenire dai tre ai dieci anni».
Da qui l'idea, approvata dal Consiglio d'istituto, di annotarlo in un file che «passerà dagli insegnanti delle scuole dell'infanzia a quelli delle elementari fino ai docenti delle medie». Un progetto che potrà allargarsi ad altre scuole? Che elementi potrebbero essere indicati? Saranno eliminati al termine del ciclo scolastico? E piacerà ai genitori? Sicuramente un tema di discussione. «Sarà uno strumento di saggezza intuitiva - precisa Vecchio - che deve portare gli insegnanti a percepire la presenza in ciascun bambino o adolescente di qualcosa che va svelato». Non si tratta, precisa, di comprendere quale possa essere il lavoro del futuro anche perché, «in questa società liquida, il mestiere che farà chi oggi ha quell'età ancora non esiste». Del resto, dice uno studio del World Economic Forum, il 65% dei lavori dei prossimi dieci anni non è stato ancora inventato. E il talento non ha l'orologio biologico, può esprimersi anche tardivamente.