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Scuole chiuse, la preside: «Abbiamo bisogno di esserci, di venire e stare a scuola»

L’appello di Monica Galloni, dirigente del liceo Righi di Roma, primo secondo la classifica Eduscopio: «Abbiamo bisogno della presenza di tutti, del dialogo, delle delusioni e dei successi condivisi e discussi»

18/11/2020
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Corriere della sera

Erica Dellapasqua

«La didattica integrata è stata uno strumento brillante nella scorsa primavera, quando lo choc del momento ha paralizzato la società, ma ora abbiamo bisogno di altro: abbiamo bisogno di Scuola, perché la scuola è a Scuola». Monica Galloni, preside del liceo Righi di Roma, appena confermato migliore scientifico della Capitale dalla classifica Eduscopio, coglie proprio l’occasione di questo ultimo risultato per prendere pubblicamente posizione sull’immediato futuro della scuola, che lei scrive con la «s» maiuscola e che non corrisponde a quanto invece si sta organizzando in questi mesi sul piano didattico.

«Niente parite di pallone»

Il Righi, storico liceo nel quartiere di via Veneto con 57 classi e più di 1.400 alunni, aveva cominciato l’anno - come la maggior parte delle altre scuole di Roma - senza insegnanti e senza i banchi di Arcuri, ma alla fine la macchina era partita. La preside aveva riposizionato i vecchi biposto in modo sconnesso e i ragazzi frequentavano, a gruppi, un po’ in presenza e un po’ a distanza. Anche al Righi, chiaramente, ci sono stati i primi casi positivi, e infatti la Galloni ha subito richiamato tutti, anche i genitori: «Occhio a feste dei 18 anni e partite di pallone - aveva avvertito -: è uno stile di vita che ancora non possiamo permetterci». Poi, ad ogni incremento della quota di didattica a distanza, il liceo ha cercato di tutelare la presenza il più possibile. Addirittura «i genitori del biennio - ricorda adesso nel suo messaggio-appello la Galloni - quando sembrava che il problema fossero solo i trasporti, hanno costruito una rete di “accompagno diffuso”, contattando le famiglie di una stessa classe per portare a scuola in sicurezza gli studenti più giovani: non è stato possibile attuare un’idea di comunità così importante, perché gli eventi ci hanno sopraffatto».

«Abbiamo bisogno della nostra vita»

E’ arrivata infatti la Dad al 100% per tutte le superiori, però per la Galloni la strada non è quella giusta: «Consapevoli del nostro mandato educativo - scrive la preside partendo dal primo posto assegnato da Eduscopio - abbiamo sempre dato grande peso alle fondamentali missioni formative, alla preparazione intelligente e consapevole e all’orientamento agli studi universitari e al mondo del lavoro. Per continuare a farlo abbiamo bisogno di esserci. Abbiamo bisogno di venire e di stare a scuola. Abbiamo bisogno della presenza di tutti, delle interazioni, del dialogo, delle delusioni e dei successi condivisi e discussi, delle premiazioni e dei pomeriggi di studio, degli scontri e dei sorrisi, dei rimproveri e dei conforti. Abbiamo bisogno della nostra vita. Ora è il momento che tutto il Paese comprenda che il futuro dei nostri ragazzi non può essere delegato ad una relazione solo virtuale, per quanto programmata, ideata e finalizzata. Docenti, studenti e genitori lo sanno con certezza: è bene che lo sappiano tutti».