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Scuola, quota 100 a rischio per 18 mila

L’uscita può slittare fino a settembre 2020 L’Inps esaminerà prima le domande di chi ha i requisiti della Fornero

04/03/2019
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la Repubblica

C’è un pasticcio in quota 100 che riguarda il personale della scuola. L’allarme è crescente, tra i sindacati. E non riguarda solo le cattedre che possono rimanere scoperte da settembre. Quanto l’eventualità che le 18- 19 mila domande arrivate entro la scadenza del 28 febbraio da questo comparto - su 30 mila di statali (in totale 78 mila fino all’1 marzo) - per anticipare la pensione con almeno 62 anni e 38 di contributi non siano esaminate in tempo dall’Inps. E che dunque insegnanti, amministrativi, tecnici e ausiliari possano saltare l’unica finestra d’uscita a loro disposizione, quella del primo settembre prossimo. E, pur avendo i requisiti quest’anno, di fatto pensionarsi solo nel settembre del 2020. Intrappolati dalla burocrazia.

Le motivazioni per questo allarme sono tutte tecniche. Figlie di una mai completata trasmigrazione delle storie contributive da Inpdap a Inps, quando i due istituti si sono fusi. Ecco dunque che chi ha potuto dare un’occhiata in questi giorni al fascicolo previdenziale sul sito Inps lo ha trovato incompleto. Non vi è traccia dei contributi versati negli anni ‘ 80-‘ 90 e precedenti. Un problema. Perché per recuperare i dati bisognerà ricorrere ai provveditorati o alle singole scuole. Senza, l’Inps non potrà accertare il possesso dei requisiti. E sarà costretta a respingere la domanda di pensionamento anticipato.

La circolare 4644, firmata dal capo dipartimento del ministero dell’Istruzione Carmela Palumbo il primo febbraio scorso, dice in modo chiaro che fino al 10 maggio tutti gli sforzi saranno concentrati su quanti hanno fatto domanda di pensione con i requisiti ordinari entro dicembre. Poi inizierà l’esame delle posizioni di quota 100, da ultimare sette giorni dopo, entro il 17 maggio. Un termine imposto da Inps. Ma che il ministero non si impegna ad osservare, viste le criticità.

« L’Inps non è attrezzata, purtroppo » , conferma Anna Maria Santoro, Flc Cgil. « Ha solo giugno- luglio di tempo per accertare i requisiti. Se lo fa oltre il 31 luglio, ma entro la fine di agosto, tutti i posti lasciati dai "quotisti" vanno in supplenza: non sono più possibili le immissioni in ruolo. Ma se si sfora il 31 agosto, allora si salta l’anno e si va al primo settembre 2020, anche se il diritto a pensione con quota 100 viene accertato già nel 2019. Una beffa».

– (v.co.)